Gazzetta di Reggio

Reggio

«Adesso portiamo la nostra città in Europa» 

«Adesso portiamo la nostra città in Europa» 

Il sindaco Vecchi: «La musica emiliana ha una grande tradizione. Ora la nostra attrattività raddoppia»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Abbiamo appena ricordato Pietro Manodori. E mi piace pensare che nell’epoca in cui Trump alza muri, noi apriamo le scuole al pomeriggio, realizziamo il CoRe e lo inauguriamo con un girotondo. E con l’Arena portiamo Reggio in Europa. Siamo una comunità ancorata alle proprie radici ma con gli occhi sul mondo». È entusiasta il sindaco, Luca Vecchi, all’indomani della presentazione del bando per l’Arena Eventi. Un progetto che Vecchi inserisce nell’ampio ventaglio di interventi attraverso i quali dall’amministrazione puntano a cambiare il volto di intere zone della città. «Abbiamo completato il Campus, dove ci saranno formazione e ricerca. Il Campovolo sarà dedicato a cultura e ambiente. Alle Reggiane ci sarà la rinascita nel segno dell’innovazione, al Malaguzzi c’è l’educazione, a Santa Croce il riuso. E poi: Mancasale riqualificato e la Mediopadana che continuano a crescere, di pari passo con la reputazione di tutta la città. Quale altra città in Italia ha un parco progetti di questa portata?».
Secondo il sindaco, «l’Arena raddoppia il potenziale di attrattività di Reggio ed è evidente che rappresenti uno stimolo fortissimo all’intero indotto dell’economia locale. Noi dobbiamo chiederci perché qui. E non è solo la suggestione che i grandi concerti hanno creato. È anche il legame umano, quasi antropologico, con ciò che la musica ha avuto nel plasmare le comunità emiliane. Il liscio, le balere, i gruppi di base e la lirica: per chi ci guarda dal mondo, noi siamo nelle terre verdiane e siamo una terra che nel rock ha saputo esprimere alcuni dei suoi migliori protagonisti, da Vasco a Ligabue e Zucchero, fino a tanti cantautori. La musica in Emilia è stata creatività, socialità ed emancipazione. L’Arena riposiziona Reggio in ambito internazionale e porta tutto questo nel terzo millennio, con un progetto ambizioso, unico in Italia e in Europa».
Quanto alle polemiche ambientaliste, «è un progetto senza un metro cubo di cemento, ad alto tasso di sostenibilità – conclude – Nascerà una ciclo pedonale intorno al Campovolo, dove verranno posizionate 2.000 piante. È un nuovo parco urbano a nord della città, connesso al Campus, al Mauriziano, al Parco del Rodano e del Crostolo fino a Rivalta. È coerente con il lavoro di una amministrazione che posa ottomila alberi in città e riqualifica 30 parchi, facendo anche nascere 600 orti urbani nella periferia». (e.spa.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google