’ndrangheta
Aemilia bis al via il giudice Ghini presiederà la Corte
REGGIO EMILIA. Sarà il giudice Giovanni Ghini – da mercoledì prossimo – a presiedere la Corte relativamente al troncone di Aemilia bis che vede coinvolti 12 imputati (gli altri 11 imputati hanno...
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REGGIO EMILIA. Sarà il giudice Giovanni Ghini – da mercoledì prossimo – a presiedere la Corte relativamente al troncone di Aemilia bis che vede coinvolti 12 imputati (gli altri 11 imputati hanno puntato su riti alternativi e verranno giudicato dal gup bolognese Alberto Gamberini).
Nel dibattimento in partenza a Reggio sarà il pm antimafia Beatrice Ronchi ad esercitare l’accusa, mentre si sono costituiti parte civile la Regione Emilia-Romagna e l’associazione antimafia Libera. Per la Dda di Bologna al centro del procedimento vi sono vorticose intestazioni fittizie a prestanome per nascondere i patrimoni degli uomini della 'ndrangheta legati al clan Grande Aracri: i fratelli imprenditori Palmo e Giuseppe Vertinelli (in cella a Reggio) vengono considerati affaristi di spessore del clan reggiano-cutrese e il commercialista Donato Agostino Clausi (detenuto a Bologna), è indicato come uomo di fiducia di Giuseppe Giglio (ora è un pentito) e specialista nell'occultare l'effettivo proprietario delle società costituite. Gli avvocati dei Vertinelli (cioè Alessio Fornaciari, Maria Battaglini e Teresa Corradi Cervi) negano la volontà dei loro assistiti di agevolare il clan, rimarcando invece il poter continuare a lavorare nonostante gli stringenti provvedimenti di sequestro preventivo, appoggiandosi sui figli Antonio e Giuseppe e sul geometra Daniele Bonaccio (quest’ultimo ha chiesto a Bologna il patteggiamento nell’altro troncone giudiziario).(t.s.)
Nel dibattimento in partenza a Reggio sarà il pm antimafia Beatrice Ronchi ad esercitare l’accusa, mentre si sono costituiti parte civile la Regione Emilia-Romagna e l’associazione antimafia Libera. Per la Dda di Bologna al centro del procedimento vi sono vorticose intestazioni fittizie a prestanome per nascondere i patrimoni degli uomini della 'ndrangheta legati al clan Grande Aracri: i fratelli imprenditori Palmo e Giuseppe Vertinelli (in cella a Reggio) vengono considerati affaristi di spessore del clan reggiano-cutrese e il commercialista Donato Agostino Clausi (detenuto a Bologna), è indicato come uomo di fiducia di Giuseppe Giglio (ora è un pentito) e specialista nell'occultare l'effettivo proprietario delle società costituite. Gli avvocati dei Vertinelli (cioè Alessio Fornaciari, Maria Battaglini e Teresa Corradi Cervi) negano la volontà dei loro assistiti di agevolare il clan, rimarcando invece il poter continuare a lavorare nonostante gli stringenti provvedimenti di sequestro preventivo, appoggiandosi sui figli Antonio e Giuseppe e sul geometra Daniele Bonaccio (quest’ultimo ha chiesto a Bologna il patteggiamento nell’altro troncone giudiziario).(t.s.)
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