Ovuli, ha rischiato la vita per 600 euro
L’ha svelato in tribunale il pakistano arrestato alla Mediopadana: «L’ho fatto per disperazione»
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REGGIO EMILIA. Ha rischiato la vita per 600 miseri euro. Stiamo parlando del pakistano 46enne Zaoor Haq che ieri mattina in tribunale ha spiegato al giudice Dario De Luca – scusandosi più volte e con le lacrime agli occhi – d’aver accettato il rischiosissimo trasporto in pancia di sessanta ovuli (contenenti complessivamente sul mezzo chilo di eroina) perché non ha un lavoro e non sa come mantenere, in Grecia, la famiglia (ha quattro figli). «Sapevo di fare una cosa sbagliata – ha rimarcato in aula il pakistano, assistito dall’avvocato Andrea Mazzacani – ma a causa dei problemi familiari ho dovuto accettare». Il 46enne vive ad Atene e una volta giunto a Roma ha viaggiato in treno (col Frecciarossa) finché non è giunto mercoledì a Reggio e nella stazione Mediopadana è incappato in un controllo della polizia ferroviaria. Probabilmente al parcheggio c’era qualcuno ad attenderlo (dei connazionali?), ma gli agenti sono riusciti a bloccare questo ingente traffico di eroina con punto d’arrivo la nostra città. Per il corriere della droga il pm Claudio Santangelo ha chiesto la misura cautelare in carcere, mentre la difesa si è rimessa a giustizia. Sia sulla convalida dell’arresto che sulla misura cautelare il giudice De Luca si pronuncerà nei prossimi giorni. Nel frattempo Haq resta dentro. Quando è stato fermato dai poliziotti il pakistano si è subito comportato in modo sospetto, comunque ad una prima perquisizione sono stati trovati in suo possesso solo due telefonini, però la successiva radiografia ha svelato cosa avesse ingurgitato, cioè mezzo chilo di eroina suddivisa in sessanta ovuli. Una bomba ad orologeria che al minimo scossone o botta avrebbe potuto riversare nel corpo del pakistano una dose di droga tale da ucciderlo in poco tempo. Un rischio da brividi, per un ingaggio di 600 euro...(t.s.)
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