Tradizione e innovazione Ecco la moda del futuro
di Luigi Vinceti
Consegnati ieri all’università i premi di studio intitolati a Giulia Maramotti destinati agli studenti delle scuole reggiane Itis Nobili e liceo artistico Chierici
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REGGIO EMILIA. L’Aula Magna dell’ateneo si è trasformata, ieri mattina, in uno studio stilistico di moda. Le pareti della grande sala erano infatti ornate da una ricca esposizione collettiva di modelli d’abito di chiaro accento moderno ma con immancabili riferimenti al passato; quasi una ricerca di antropologia femminile elaborata attraverso l’abito. L’occasione per questa insolita esposizione è stata offerta dalla consegna dei riconoscimenti destinati ai partecipanti al “Premio di studio Giulia Maramotti” destinato agli studenti delle scuole reggiane Istituto Itis Nobili e Liceo Artistico Gaetano Chierici. Una sfida incentrata sulla genialità e la capacità creativa con la dimostrazione di saper però restare con i piedi in terra.
A promuovere l’incontro il Soroptimist guidato nell’occasione da Olga Pattacini che ha fatto gli onori di casa introducendo i temi della mostra di disegni e raffigurazioni e presentando gli ospiti.
Per conto di Unimore il professor Nicola Dusi, del Dipartimento di Comunicazione ed Economia, ha elogiato l’iniziativa che consente a molti giovani di raccontare il passato coniugandolo con il nuovo, abbinando in tal modo tradizione e modernità per affacciarsi ad un appassionante lavoro.
Luigi, primogenito di Giulia Maramotti cui è titolata la Fondazione che ogni anno assegna il Premio (in sala con la moglie e la sorella Ludovica), dopo aver passato velocemente in rassegna le decine di pannelli esposti si è complimentato con i giovani autori degli elaborati (disegni, fotografie, linee complete o parzialmente tracciate) ricordando che, a dispetto di chi afferma che «la moda è un mestiere corto» quella di vestire le donne è una dote che non tramonta. A tale proposito ha rammentato la presenza, nell’archivio di Max Mara, di una ricca collezione di modelli che danno consapevolezza dei cambiamenti e delle novità del presente e del futuro della eleganza femminile. Stoffe e disegni scelti e creati dai giovani concorrenti non hanno nulla di scontato e ciò che li ha attratti va oltre la visione estetica del momento. «La moda – ha concluso – è un linguaggio che deriva da valori culturali che concorrono a costruire la personalità dei giovani. Il riconoscimento di questo premio ha il pregio di andare a persone ancora minorenni ed è un esercizio che ci rafforza nel pensiero che valga la pena di proseguire il nostro lavoro con entusiasmo».
Ulteriori annotazioni sono venute infine dal designer Massimo Giorgetti («La moda consente a tutti di farsi notare, ed anche se il momento è negativo ha un valore sociale e democratico») e dalla fashion editor Eva Geraldine Fontanelli. Presenti il presidente della Camera di commercio Stefano Landi, docenti e studenti delle scuole concorrenti, imprenditrici e socie del Soroptimist. La cerimonia si è conclusa con le premiazioni e tanti emozionati applausi.
A promuovere l’incontro il Soroptimist guidato nell’occasione da Olga Pattacini che ha fatto gli onori di casa introducendo i temi della mostra di disegni e raffigurazioni e presentando gli ospiti.
Per conto di Unimore il professor Nicola Dusi, del Dipartimento di Comunicazione ed Economia, ha elogiato l’iniziativa che consente a molti giovani di raccontare il passato coniugandolo con il nuovo, abbinando in tal modo tradizione e modernità per affacciarsi ad un appassionante lavoro.
Luigi, primogenito di Giulia Maramotti cui è titolata la Fondazione che ogni anno assegna il Premio (in sala con la moglie e la sorella Ludovica), dopo aver passato velocemente in rassegna le decine di pannelli esposti si è complimentato con i giovani autori degli elaborati (disegni, fotografie, linee complete o parzialmente tracciate) ricordando che, a dispetto di chi afferma che «la moda è un mestiere corto» quella di vestire le donne è una dote che non tramonta. A tale proposito ha rammentato la presenza, nell’archivio di Max Mara, di una ricca collezione di modelli che danno consapevolezza dei cambiamenti e delle novità del presente e del futuro della eleganza femminile. Stoffe e disegni scelti e creati dai giovani concorrenti non hanno nulla di scontato e ciò che li ha attratti va oltre la visione estetica del momento. «La moda – ha concluso – è un linguaggio che deriva da valori culturali che concorrono a costruire la personalità dei giovani. Il riconoscimento di questo premio ha il pregio di andare a persone ancora minorenni ed è un esercizio che ci rafforza nel pensiero che valga la pena di proseguire il nostro lavoro con entusiasmo».
Ulteriori annotazioni sono venute infine dal designer Massimo Giorgetti («La moda consente a tutti di farsi notare, ed anche se il momento è negativo ha un valore sociale e democratico») e dalla fashion editor Eva Geraldine Fontanelli. Presenti il presidente della Camera di commercio Stefano Landi, docenti e studenti delle scuole concorrenti, imprenditrici e socie del Soroptimist. La cerimonia si è conclusa con le premiazioni e tanti emozionati applausi.
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