«L’arena è un’idea intelligente»
di Leonardo Grilli
Tanti i commenti entusiasti ma non mancano gli scettici. «Springsteen? Già mi partono le coronarie»
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REGGIO EMILIA. Un’arena per concerti, nuova ampia e rivoluzionaria, al Campovolo? L’idea sembra allettare i reggiani che, alla pubblicazione della notizia sulla pagina Facebook della Gazzetta di Reggio, hanno risposto numerosi scrivendo le loro pinioni. Il progetto, ambizioso, si propone di portare centomila spettatori a concerto con una platea modulabile di diecimila in diecimila persone. Trecentomila presenze ipotizzate in un anno di manifestazioni. Sei milioni di euro necessari per la costruzione, con un finanziamento da parte della Regione di un milione e settecentomila euro.
«Trasformare un’area deserta e inutilizzata spendendo una cifra ridicola (6 milioni) per trasformarla in qualcosa di unico, almeno in Emilia – scrive Fabrizio Bigi – mi sembra un’operazione intelligente». Dello stesso avviso anche Giampaolo Borghi: «Penso che una struttura del genere dovrebbe essere costruita e gestita per portare come minimo un guadagno, che magari venga utilizzato per gestire i costi di gestione e manutenzione e nel giro di qualche anno si ripaghi da sola. Ora con la Tav dobbiamo assolutamente fare una cosa del genere! Saremmo dei fessi!». Speranzoso in uno “scatto” in più Jackie Sampei: «È chiaro che la crescita di Reggio Emilia come polo turistico passa attraverso una politica più ampia e che non è sufficiente la sola costruzione di strutture importanti. Ma per questo c'è bisogno di uno scatto in avanti di mentalità dei reggiani soprattutto».
Il progetto della mega arena ha stuzzicato non solo i cittadini ma anche i grandi big della musica. Primo fra tutti “The boss”. Cladio Trotta infatti, l’organizzatore da oltre 25 anni dei concerti in Italia di Bruce Springsteen, in una nostra intervista ha aperto alla possibilità di una tappa al Campovolo del cantante. Dal «non scherziamo che già mi partono le coronarie» di Katia Bianco a chi già aspetta l’uscita dei biglietti, la notizia ha fatto il giro della città in pochissime ore mandando i visibilio migliaia di fan. «No, al Campovolo no – scrive Giorgia Magni – non c’è un’adeguata rete interna e stradale per arrivarci. Rischiamo di restare tutti imbottigliati all’uscita». Critica ma più propositiva Elisa Morini: «Ho fatto dei concerti al Campovolo e ho lavorato a Reggio per un bel po’. Non è una critica alla città ma è un dato di fatto che la zona del Campovolo, quando c'è un concerto, la viabilità si imballa e alla fine del concerto uscire dal parcheggio è un casino e si rischia di metterci ore solo per mettersi in strada. Se l’arena è accompagnata da un rifacimento della struttura stradale sarà sicuramente una bella cosa».
Ma c’è anche chi non prende neppure più in considerazione l’idea di vedere Springsteen a Reggio come Sandro Rainieri: «Mi pare di averla già sentita più di una volta questa notizia nel corso degli anni...»
«Trasformare un’area deserta e inutilizzata spendendo una cifra ridicola (6 milioni) per trasformarla in qualcosa di unico, almeno in Emilia – scrive Fabrizio Bigi – mi sembra un’operazione intelligente». Dello stesso avviso anche Giampaolo Borghi: «Penso che una struttura del genere dovrebbe essere costruita e gestita per portare come minimo un guadagno, che magari venga utilizzato per gestire i costi di gestione e manutenzione e nel giro di qualche anno si ripaghi da sola. Ora con la Tav dobbiamo assolutamente fare una cosa del genere! Saremmo dei fessi!». Speranzoso in uno “scatto” in più Jackie Sampei: «È chiaro che la crescita di Reggio Emilia come polo turistico passa attraverso una politica più ampia e che non è sufficiente la sola costruzione di strutture importanti. Ma per questo c'è bisogno di uno scatto in avanti di mentalità dei reggiani soprattutto».
Il progetto della mega arena ha stuzzicato non solo i cittadini ma anche i grandi big della musica. Primo fra tutti “The boss”. Cladio Trotta infatti, l’organizzatore da oltre 25 anni dei concerti in Italia di Bruce Springsteen, in una nostra intervista ha aperto alla possibilità di una tappa al Campovolo del cantante. Dal «non scherziamo che già mi partono le coronarie» di Katia Bianco a chi già aspetta l’uscita dei biglietti, la notizia ha fatto il giro della città in pochissime ore mandando i visibilio migliaia di fan. «No, al Campovolo no – scrive Giorgia Magni – non c’è un’adeguata rete interna e stradale per arrivarci. Rischiamo di restare tutti imbottigliati all’uscita». Critica ma più propositiva Elisa Morini: «Ho fatto dei concerti al Campovolo e ho lavorato a Reggio per un bel po’. Non è una critica alla città ma è un dato di fatto che la zona del Campovolo, quando c'è un concerto, la viabilità si imballa e alla fine del concerto uscire dal parcheggio è un casino e si rischia di metterci ore solo per mettersi in strada. Se l’arena è accompagnata da un rifacimento della struttura stradale sarà sicuramente una bella cosa».
Ma c’è anche chi non prende neppure più in considerazione l’idea di vedere Springsteen a Reggio come Sandro Rainieri: «Mi pare di averla già sentita più di una volta questa notizia nel corso degli anni...»
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