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Alla riscoperta delle Valli con il nuovo sentiero Cai

di Vittorio Ariosi
Alla riscoperta delle Valli con il nuovo sentiero Cai

NOVELLARA. La sottosezione di Novellara del Club Alpino Italiano, un gruppo Cai di recente costituzione ma particolarmente attivo e dinamico, sabato e domenica è scesa in campo per la salvaguardia e...

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NOVELLARA. La sottosezione di Novellara del Club Alpino Italiano, un gruppo Cai di recente costituzione ma particolarmente attivo e dinamico, sabato e domenica è scesa in campo per la salvaguardia e la valorizzazione delle Valli di Novellara e Reggiolo sulla base di un progetto di promozione di un’ampia area verde, poco abitata, per secoli ricoperta da estese paludi, dove i soli rilievi sono gli argini della bonifica.
Si tratta di un fitto reticolo di canali che hanno creato le condizioni per la sopravvivenza di specie vegetali e animali ormai rare o addirittura scomparse. Un ambito territoriale che comprende le valli della Bagna, della Valletta e dei Bruciati, dal 1985 tutelato a livello nazionale ed europeo come: «Zona di notevole interesse pubblico, una delle zone più caratteristiche e suggestive della pianura reggiana, dal raro valore storico-paesaggistico».
L’aria da anni è monitorata dalle Ggev (Guardie ecologiche volontarie) di Reggio Emilia. Negli anni ottanta e novanta è stata ampiamente valorizzata e promossa da un gruppo locale della Lipu-Wwf che faceva capo al casello dello Sculazzo. La zona è da sempre frequentata dai novellaresi e dai reggiolesi curiosi della natura o in cerca di pace e tranquillità in un mare di verde. Tuttavia è stata valorizzata dalle istituzioni con andamento alterno.
Insieme con la sezione Cai di Reggio Emilia, con il patrocinio dei Comuni di Novellara e Reggiolo e la collaborazione del Consorzio di Bonifica dell0Emilia centrale, sabato pomeriggio il Cai di Novellara ha organizzato nel teatro Franco Tagliavini, in Rocca, un incontro pubblico sul tema: «Valli di Novellara e Reggiolo da antiche tradizioni a nuovi orizzonti». I relatori sono stati Antonio Canovi (“Nella Valle: la matrice anfibia e il lavoro della bonifica”), Gabriele Fabbrici (“Le Valli di Novellara e Reggiolo: alcune note storiche”) e Giuliano Cervi (“Il grande paesaggio della Valli ed il suo patrimonio naturalistico”).
A seguire, domenica è stato inaugurato il sentiero Cai 608, intitolato a don Candido Bizzarri. Un sentiero che partendo dal Ponte del Pastore, tocca tutti luoghi che caratterizzano le Valli, zona di protezione speciale anche perché posta lungo le rotte di migrazione dell'avifauna, per il mantenimento e la sistemazione di habitat idonei per le popolazioni di uccelli migratori.
Il camminare lungo sentiero Cai 608, opportunamente segnalato e mantenuto in buono stato, consentirà a un maggior numero di persone di immergersi nelle antiche terre bonificate.
Il tutto a piedi e in lentezza per scoprire le bellezze naturale e storiche delle Valli, come ad esempio il casello dei Bruciati, le chiavica Vecchia, il ponte della Gatta. In più, specialmente in primavera e in autunno, c’è la possibilità di incontrare aironi, garzette, cavalieri d'Italia falchi di palude, ranocchie, fagiani, cinciallegre, volpi e altra fauna selvatica non più tanto frequente. Inoltre fra i canneti, le piante e i tanti fiori, nella speciale area di riequilibrio ecologico c'è anche la viola palustre o viola pumila, rarissima in Italia.
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