Coca, processati i due fidanzati condannata lei, per un “favore”
di Tiziano Soresina
Guastalla-Gualtieri, la 39enne ricevette sei dosi per fare un piacere ad un amico, che poi svelò tutto Assolto il compagno: non sapeva nulla. Trovati pure hascisc e marijuana: per il giudice è uso personale
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GUALTIERI-GUASTALLA. Ha pagato ieri con una condanna – 5 mesi di reclusione ma con pena sospesa – l’aver fatto un favore ad un amico tenendo in custodia sei dosi di cocaina, mentre sia lei che il fidanzato sono stati assolti dal possesso di modiche quantità di hascisc e marijuana (ritenute per uso personale).
È la conclusione giudiziaria – il processo si è tenuto in tribunale a Reggio con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo) – della parte più defilata di un’inchiesta antidroga piuttosto articolata ed ancora in corso.
Loro malgrado, i due fidanzati – il benzinaio guastallese Tiziano Scaravelli (43 anni) e la gualtierese 39enne Barbara Rosselli – nel novembre scorso si sono visti piombare in casa a Guastalla i carabinieri perché l’amico a cui la donna aveva fatto quel “piacere” aveva poco prima vuotato il sacco con i militari.
«Ma non c’è prova che quella cocaina fosse destinata alla cessione – ha replicato nell’arringa l’avvocato difensore Nicola Tria – e l’uomo che temeva una perquisizione da parte dei carabinieri di Parma aveva portato quelle dosi all’amica affinché le conservasse. E Scaravelli non ne sapeva nulla». Una linea difensiva che ha trovato d’accordo il magistrato giudicante solo relativamente al fidanzato.
Accolta, invece, la ricostruzione fatta dall’avvocato Tria relativamente alla droga leggera ed al bilancino trovati nell’abitazione: «Un sequestro del tutto casuale rispetto all’operazione che era in corso – entra nel merito Tria – e la quantità di hascisc e marijuana è compatibile con il consumo, la scorta di due persone. Un unico pezzo di hascisc e la marijuana conservata in un barattolo. I due fidanzati, fra l’altro, stavano fumando uno spinello quando sono arrivati i carabinieri. Ma di quella droga non sono emerse modalità di confezionamento e men che meno contatti con acquirenti. E non può essere un elemento accusatorio l’aver rinvenuto – rimarca il difensore – un bilancino di precisione dentro il cassetto di una dispensa. Non era sporco di droga, totalmente in disuso. Una detenzione di droga solo per uso personale».
Per i due fidanzati – presenti, in silenzio, in aula a fianco del loro difensore – la procura aveva invece chiesto la condanna per entrambi a 6 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 2mila euro di multa. Richieste non completamente accolte dal giudice Cardarelli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
È la conclusione giudiziaria – il processo si è tenuto in tribunale a Reggio con rito abbreviato (quindi con sconto di pena di un terzo) – della parte più defilata di un’inchiesta antidroga piuttosto articolata ed ancora in corso.
Loro malgrado, i due fidanzati – il benzinaio guastallese Tiziano Scaravelli (43 anni) e la gualtierese 39enne Barbara Rosselli – nel novembre scorso si sono visti piombare in casa a Guastalla i carabinieri perché l’amico a cui la donna aveva fatto quel “piacere” aveva poco prima vuotato il sacco con i militari.
«Ma non c’è prova che quella cocaina fosse destinata alla cessione – ha replicato nell’arringa l’avvocato difensore Nicola Tria – e l’uomo che temeva una perquisizione da parte dei carabinieri di Parma aveva portato quelle dosi all’amica affinché le conservasse. E Scaravelli non ne sapeva nulla». Una linea difensiva che ha trovato d’accordo il magistrato giudicante solo relativamente al fidanzato.
Accolta, invece, la ricostruzione fatta dall’avvocato Tria relativamente alla droga leggera ed al bilancino trovati nell’abitazione: «Un sequestro del tutto casuale rispetto all’operazione che era in corso – entra nel merito Tria – e la quantità di hascisc e marijuana è compatibile con il consumo, la scorta di due persone. Un unico pezzo di hascisc e la marijuana conservata in un barattolo. I due fidanzati, fra l’altro, stavano fumando uno spinello quando sono arrivati i carabinieri. Ma di quella droga non sono emerse modalità di confezionamento e men che meno contatti con acquirenti. E non può essere un elemento accusatorio l’aver rinvenuto – rimarca il difensore – un bilancino di precisione dentro il cassetto di una dispensa. Non era sporco di droga, totalmente in disuso. Una detenzione di droga solo per uso personale».
Per i due fidanzati – presenti, in silenzio, in aula a fianco del loro difensore – la procura aveva invece chiesto la condanna per entrambi a 6 mesi di reclusione, oltre al pagamento di 2mila euro di multa. Richieste non completamente accolte dal giudice Cardarelli.
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