Da Medea a Prometeo, i nomi delle 28 opere
Le sculture esterne del XIX secolo rappresentano allegorie e personaggi delle tragedie greche
REGGIO EMILIA. Ventotto statue, da oltre cento anni affacciate su Reggio Emilia ad allietare le passeggiate dei cittadini. Ventotto sculture che guardano su una delle più importanti piazze, fra il teatro Ariosto, la Galleria Parmeggiani e i giardini pubblici. E che da oltre un mese sono state transennate dai tecnici comunali. Ma cosa rappresentano nel dettaglio? Alla sommità della facciata del Valli 14 statue raffigurano (da sinistra verso destra) la tragedia, il vizio, la gloria, il dramma, la virtù, il vero, l’istruzione, il diletto, la favola, lo scherzo, la danza, l'estro, la commedia, il suono.
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Allo stesso livello di queste, sulla sinistra, sono poste tre statue rappresentanti il silenzio, la curiosità e il rimorso, mentre sulla destra altre tre raffigurano la pittura, il pudore e la moderazione.
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Altre otto statue sono poi situate sulle terrazze. Su quella di sinistra trovano alloggio Medea, Edipo, Achille e Attilio Regolo. A destra invece abitano la Concionatrice, il Punitore di se stesso, Prometeo e Dedalo. La concezione allegorica e la disposizione delle statue furono studiate da Bernardino Catellani mentre l’esecuzione fu affidata a cinque scultori reggiani, modenesi e parmensi: Ilario Bedotti, Giovanni Chierici, Antonio Ilarioli, Prudenzio Piccioli e Attilio Rabaglia.
Sotto il colonnato infine, fra gli archi delle porte, sono incassati medaglioni in marmo bassorilievi con Menandro Sofocle, Euripide e Aristofane eseguiti da Paolo Aleotti. L’ultimo intervento di manutenzione sulle statue risale al 1998 ed è arrivato evidentemente il momento di verificare la staticità delle sculture stesse. I più recenti interventi di manutenzione al Valli risalgono invece all’estate scorsa: obiettivo, migliorare la struttura in caso di terremoto.
Le opere avevano riguardato in particolare il consolidamento dell’arco di proscenio per una spesa di 188.500 euro. La maggioranza di questi fondi derivavano da un finanziamento regionale di 171.023 euro mentre il Comune aveva contribuito per 17.476 euro.
L’intervento del 2016 aveva integrato quelli già realizzati nel 2012 e nel 2013 quando erano state inserite delle “catene” sia nell’area del palcoscenico sia in quella del proscenio. Con l’intervento dell’estate scorsa sono poi stati effettuati ulteriori rafforzamenti.
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