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L’Arena prepara il decollo Sfida per accaparrarsi i big 

L’Arena prepara il decollo Sfida per accaparrarsi i big 

I dettagli tecnici del bando europeo saranno completati in settimana Tra gli addetti ai lavori spuntano perplessità sulla sostenibilità economica

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REGGIO EMILIA. Mancano i dettagli tecnici, che saranno completati in settimana, quando il bando dovrebbe essere pubblicato ufficialmente sulla Gazzetta ufficiale e sulla Gazzetta dell’Unione Europea. Ma attorno al progetto dell’Arena Grandi Eventi al Campovolo cominciano a planare perplessità e polemiche. Dai possibili disagi per i grandi eventi destinati a sbarcare in città fino all’impiego di 1,7 milioni di risorse pubbliche stanziate per finanziare un’opera a trazione fortemente privata, passando per le esplicite proteste di Agenda Verde: «Un intervento del genere – reclamano dall’associazione ambientalista – compromette la valenza ambientale dell’ultimo grande polmone verde della città, con buona pace della politica antismog».

Anche tra gli addetti ai lavori, tuttavia, c’è chi comincia a mostrare qualche dubbio, chiedendo come possa sostenersi economicamente una struttura del genere, concepita per ospitare eventi da un minimo di diecimila a un massimo di centomila spettatori. E spostando così l’asse del dibattito dalla fase della realizzazione a quella della gestione. Chi si occuperà dell’organizzazione eventi non necessariamente coinciderà con la società di scopo in via di formazione per la partecipazione al bando: un nuovo soggetto nel quale – oltre alla capofila Coopservice  – non ha mai nascosto il proprio coinvolgimento e il proprio interesse il manager di Ligabue, Claudio Maioli. Salvo colpi di scena, quindi, difficile immaginare che la gestione degli eventi finisca in mani differenti.

L’obiettivo dichiarato del Comune, in ogni caso, è quello di portare a Reggio circa 320mila turisti in più all’anno: un numero raggiungibile organizzando almeno un mega evento, costellato da una serie di concerti con un numero di spettatori più ridotto. Ma proprio il mega evento potrebbe essere il vero problema. Il motivo? I big della musica italiana o internazionale in grado di riempire in una o più date gli stadi si contano sulle dita di una mano. E la concorrenza con altri luoghi deputati ai mega concerti estivi, da San Siro all’Olimpico, fino al circo Massimo e agli autodromi di Imola e di Monza, potrebbe rivelarsi spietata. Il sogno dichiarato è quello di inaugurare l’Arena con Bruce Springsteen. E Claudio Trotta, l’organizzatore di oltre 25 anni di concerti del Boss in Italia, intervistato dalla Gazzetta si è mostrato possibilista, pur non nascondendo che al momento si è esclusivamente nel campo delle ipotesi.
Secondo i dati Siae 2016, nei tre live che il Boss ha tenuto l’anno scorso in Italia – due a San Siro e una al Circo Massimo – gli spettatori sono stati in totale oltre 167 mila, incoronando Springsteen come il re dei concerti. Dietro il Boss si trova il mitico Vasco, che in quattro date all’Olimpico ha toccato quota 151mila spettatori. Tra i big, ovviamente, non poteva mancare il Liga, che il 24 settembre scorso al Parco nazionale di Monza, con il Liga Rock Park ha dato vita al concerto con il maggior numero di fans del 2016: 74.052 spettatori, ai quali si aggiungono gli oltre 43mila della serata successiva, per un totale di oltre 117mila persone. Nella top ten anche Laura Pausini (oltre centomila spettatori in due date) e i Pooh (148mila spettatori in tre date). Fra le star internazionali sbarcate in Italia, infine, ad infiammare l’estate 2016 anche Beyoncè e Rihanna, che hanno riempito San Siro con due concerti da oltre cinquantamila spettatori. (e.spa.)
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