Ponte Rosso, Tir a fuoco tutti in coda per due ore
Castelnovo Monti: ha perso olio in un tratto lungo un chilometro per un guasto La variante va completata, ma oltre al ricorso al Tar ora c’è l’incognita Unieco
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CASTELNOVO MONTI. Grandi disagi al traffico ieri mattina a seguito di un guasto meccanico accaduto a un camion lungo i tornanti del Ponte Rosso, il tratto della statale 63 appena a valle di Castelnovo, sempre molto trafficato, specie di lunedì, giornata di mercato settimanale a Castelnuovo Monti. Così emerge di nuovo – semmai ve ne fosse stato bisogno – di come il tratto stradale abbia necessità impellente di una alternativa.
IL ROGO. L’episodio è accaduto ieri alle 9.15, quando diversi automobilisti hanno allertato il 115 segnalando che dal cofano di un camion si alzavano delle colonne di denso fumo nero. Mentre saliva lungo la statale, immediatamente prima del Ponte Rosso, il motore del mezzo pesante si è surriscaldato causando un principio d’incendio. L’autista si è reso conto del problema, ha accostato ed è sceso dal mezzo, mentre sul posto arrivavano i vigili del fuoco del distaccamento montano. I pompieri hanno constatato che l’ incendio è stato causato dal basamento del motore, che ha ceduto; questo ha fatto sì che il veicolo abbia perso olio sulla statale per una ottantina di metri, con grave pericolo per i mezzi che seguivano. I pompieri hanno dovuto far intervenire una ditta specializzata per ripulire la carreggiata e anche i carabinieri, per gestire la viabilità, nel frattempo impazzita. In pochi minuti si sono create lunghe colonne di auto ferme, in attesa di poter percorrere quel tratto tortuoso di 63, unica via di accesso a Castelnovo. I viaggiatori hanno dovuto attendere che fosse eseguito il recupero del tir. La squadra dei pompieri, utilizzando un verricello, ha spostato il camion trainandolo su un campo adiacente, dove in seguito è stato svuotato del carico e rimosso. Un intervento laborioso, che si è concluso solo due ore dopo, quando il transito è tornato alla normalità.
IL CANTIERE. Quando succedono episodi del genere, si torna immediatamente a parlare della necessità di portare a compimento il secondo stralcio della variante al Ponte Rosso, dopo che il primo, completo da più di due anni, resta inutilizzato in attesa della conclusione complessiva dell’opera.
Un cantiere, quello per il secondo stralcio, che è stato vittima di ritardi e difficoltà ripetute: l’ultima in ordine di tempo, un ricorso al Tribunale amministrativo sull’aggiudicazione dell’opera. Ricorso sul quale il Tar si dovrà esprimersi nel merito entro il mese di giugno.
IL RICORSO. Intanto incombe una ulteriore, enorme incognita, al di là di quello che potrà essere il pronunciamento del Tar (con il ricorso che era stato presentato dalla Iembo Michele Srl, l’impresa arrivata seconda nell’aggiudicazione dell’appalto, e che già aveva realizzato i lavori per il primo stralcio): la situazione attuale di Unieco, che al momento è l’impresa assegnataria dei lavori e che le ultime notizie danno avviata verso la liquidazione coatta amministrativa, dopo che l’iter per il concordato preventivo è stato fermato.
I FINANZIAMENTI. Sarebbe veramente l’ennesima beffa per quest’opera davvero tribolata. Era stato necessario individuare nuovamente i fondi per realizzarla, a seguito della spending review che tolse, già nel 2014, alla precedente amministrazione provinciale le risorse necessarie a finanziare l’opera. La Provincia era poi riuscita a reperire i soldi tramite vendite immobiliari nell’ultimo biennio e la costruzione di una partnership che ha coinvolto anche la Regione, le associazioni di categoria, banche e privati, i quali, con una partecipazione abbastanza inedita, hanno contribuito a coprire i costi dell'opera. Quando il cantiere sembrava ormai pronto a partire, il ricorso al Tar e, ora, le ulteriori preoccupazioni su Unieco. (l.t.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
IL ROGO. L’episodio è accaduto ieri alle 9.15, quando diversi automobilisti hanno allertato il 115 segnalando che dal cofano di un camion si alzavano delle colonne di denso fumo nero. Mentre saliva lungo la statale, immediatamente prima del Ponte Rosso, il motore del mezzo pesante si è surriscaldato causando un principio d’incendio. L’autista si è reso conto del problema, ha accostato ed è sceso dal mezzo, mentre sul posto arrivavano i vigili del fuoco del distaccamento montano. I pompieri hanno constatato che l’ incendio è stato causato dal basamento del motore, che ha ceduto; questo ha fatto sì che il veicolo abbia perso olio sulla statale per una ottantina di metri, con grave pericolo per i mezzi che seguivano. I pompieri hanno dovuto far intervenire una ditta specializzata per ripulire la carreggiata e anche i carabinieri, per gestire la viabilità, nel frattempo impazzita. In pochi minuti si sono create lunghe colonne di auto ferme, in attesa di poter percorrere quel tratto tortuoso di 63, unica via di accesso a Castelnovo. I viaggiatori hanno dovuto attendere che fosse eseguito il recupero del tir. La squadra dei pompieri, utilizzando un verricello, ha spostato il camion trainandolo su un campo adiacente, dove in seguito è stato svuotato del carico e rimosso. Un intervento laborioso, che si è concluso solo due ore dopo, quando il transito è tornato alla normalità.
IL CANTIERE. Quando succedono episodi del genere, si torna immediatamente a parlare della necessità di portare a compimento il secondo stralcio della variante al Ponte Rosso, dopo che il primo, completo da più di due anni, resta inutilizzato in attesa della conclusione complessiva dell’opera.
Un cantiere, quello per il secondo stralcio, che è stato vittima di ritardi e difficoltà ripetute: l’ultima in ordine di tempo, un ricorso al Tribunale amministrativo sull’aggiudicazione dell’opera. Ricorso sul quale il Tar si dovrà esprimersi nel merito entro il mese di giugno.
IL RICORSO. Intanto incombe una ulteriore, enorme incognita, al di là di quello che potrà essere il pronunciamento del Tar (con il ricorso che era stato presentato dalla Iembo Michele Srl, l’impresa arrivata seconda nell’aggiudicazione dell’appalto, e che già aveva realizzato i lavori per il primo stralcio): la situazione attuale di Unieco, che al momento è l’impresa assegnataria dei lavori e che le ultime notizie danno avviata verso la liquidazione coatta amministrativa, dopo che l’iter per il concordato preventivo è stato fermato.
I FINANZIAMENTI. Sarebbe veramente l’ennesima beffa per quest’opera davvero tribolata. Era stato necessario individuare nuovamente i fondi per realizzarla, a seguito della spending review che tolse, già nel 2014, alla precedente amministrazione provinciale le risorse necessarie a finanziare l’opera. La Provincia era poi riuscita a reperire i soldi tramite vendite immobiliari nell’ultimo biennio e la costruzione di una partnership che ha coinvolto anche la Regione, le associazioni di categoria, banche e privati, i quali, con una partecipazione abbastanza inedita, hanno contribuito a coprire i costi dell'opera. Quando il cantiere sembrava ormai pronto a partire, il ricorso al Tar e, ora, le ulteriori preoccupazioni su Unieco. (l.t.)
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