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Reggio Emilia, cento fiaccole alzate «contro l’indifferenza»  

Reggio Emilia, cento fiaccole alzate «contro l’indifferenza»  

Molto partecipata la marcia organizzata dal comitato Reggio Est sul tema dei migranti in zona stazione, chieste anche le dimissioni della Maramotti

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REGGIO EMILIA. Erano oltre un centinaio ieri notte, fiaccole in mano, a sfilare per il quartiere della stazione di Reggio Emilia. Un corteo organizzato dal Comitato Reggio Est Sicura (Cres), catalizzatore dell’esasperazione di molti residenti per l’alto numero di migranti che abitano in via Turri e strade limitrofe.

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Non una fiaccolata contro i migranti, come hanno voluto sottolineare in tanti, piuttosto contro l’amministrazione comunale. Accusata di non dare ai cittadini sufficienti risposte sul tema. «Siamo avvolti dall’indifferenza – il commento più frequente – qui non si vive più e il Comune non se ne rende nemmeno conto». Un disagio che si potrebbe riassumere con la richiesta di ridistribuire meglio i profughi sul territorio.

Cosa che, secondo Reggio Est, non avviene. «Secondo noi – ha spiegato il referente del comitato, Corrado Grasselli – con l’attuale smistamento dei richiedenti asilo si vanno a sovraccaricare alcune zone di Reggio Emilia, come ad esempio la nostra, senza sfiorarne altre. E questo non è più tollerabile. Per questo abbiamo chiesto più volte delucidazioni al Comune, senza mai essere ascoltati».

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La fiaccolata è partita verso 21 nella piazzetta di via Vecchi, a fianco della Coop Est, dove i manifestanti si sono incamminati per via Gobetti verso la via Emilia, per terminare poi alle 21.45 in via Chiesi. La scelta di via Gobetti non è stata casuale. Proprio qui, al numero civico uno, la Coop l’Ovile ha recentemente acquistato e ristrutturato un’abitazione.

«Da tempo chiediamo i motivi di questa operazione – ha detto ancora Grasselli – crediamo che sia collegata ai richiedenti asilo ma nessuno ci ha mai risposto. La stessa Maramotti ha dichiarato di aver appreso solo da noi del comitato dell’intervento di via Gobetti».
Un incarico, quello dell’assessore alla Sicurezza, che secondo i manifestanti di Cres deve terminare al più presto.

Il comitato, infatti, ha anche richiesto le dimissioni della Maramotti stessa. Accusata di «essersi rifiutata di diffondere dati sulla sistemazione dei profughi per questioni di privacy. Ma noi non vogliamo nome e cognome di ogni straniero, solo il modo in cui sono divisi nei vari quartieri».

Decisivo potrebbe essere, però, un incontro in prefettura che si svolgerà fra i comitati e il prefetto di Reggio Emilia, Raffaele Ruberto. (l.g.)

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