carpineti, nicoletta beretti
Stampa e distribuisce cartoline per celebrare Pietro Manodori
CARPINETI. Ha voluto commemorare il cittadino forse più conosciuto del suo paese in occasione dei 200 anni dalla nascita. Il 21 marzo 1817 veniva infatti alla luce a Valestra Pietro Manodori,...
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CARPINETI. Ha voluto commemorare il cittadino forse più conosciuto del suo paese in occasione dei 200 anni dalla nascita. Il 21 marzo 1817 veniva infatti alla luce a Valestra Pietro Manodori, personalità di assoluto rilievo nella storia di Reggio Emilia. In occasione dell’anniversario Nicoletta Beretti ha realizzato una sorta di piccola pubblicazione: un ricordo, a sue spese, che ha poi distribuito ai suoi concittadini, con l’immagine del monte Valestra, dello storico Palazzo Manodori a Montelago e dello Stemma del paese.
«Ho voluto mettere in relazione quelli che sono gli elementi identitari del paese – spiega Nicoletta – e cercare di far riscoprire l’orgoglio del paese per aver dato i natali a questo importante personaggio. Ho distribuito questo “biglietto” a tutti gli esercizi di Valestra, alle scuole e ad alcuni amici. Credo che sia servito per prendere coscienza di questo anniversario, ma anche per riscoprirne complessivamente la figura. Oggi, infatti, secondo me in paese è conosciuta soprattutto la leggenda del tesoro che ha dato origine alla famiglia Manodori. Si sa invece molto meno della figura di Pietro che è stata davvero molto importante».
La leggenda qui è davvero radicata e conosciuta: si racconta che uno spaccalegna-carbonaio vissuto nel periodo matildico, mentre riposava brevemente sul monte Valestra, avesse notato poco distante un involucro contenente una mano d’oro. Con grande emozione l’uomo la portò a casa e la mostrò ai fratelli, i quali decisero di tenere segreta la notizia e vendere al più presto il prezioso oggetto.
Quando sulla strada passò un ricco mercante, vendettero il tesoro e ne ricavarono parecchie monete, che consentirono alla famiglia di iniziare una certa ascesa sociale. Già nel 1145 nella zona si distingueva un casato, che volle chiamarsi Manodori, il cui emblema stemmato recava una mano con tre monete, un’aquila, una stella ed il motto: “Man aur dei si grasi bal mon est” (grossomodo la mano d’oro ha dato il nome a questa famiglia grazie al monte Valestra).
Pietro Manodori invece è stato sindaco di Reggio Emilia dal 1860 al 1872, fondatore e presidente della Cassa di risparmio, presidente del Monte di pietà e della Casa di carità, tra i fondatori della Croce Rossa.
Per ricordare la sua figura sabato 25 marzo si è svolto un convegno al teatro Valli di Reggio Emilia. (l..t.)
«Ho voluto mettere in relazione quelli che sono gli elementi identitari del paese – spiega Nicoletta – e cercare di far riscoprire l’orgoglio del paese per aver dato i natali a questo importante personaggio. Ho distribuito questo “biglietto” a tutti gli esercizi di Valestra, alle scuole e ad alcuni amici. Credo che sia servito per prendere coscienza di questo anniversario, ma anche per riscoprirne complessivamente la figura. Oggi, infatti, secondo me in paese è conosciuta soprattutto la leggenda del tesoro che ha dato origine alla famiglia Manodori. Si sa invece molto meno della figura di Pietro che è stata davvero molto importante».
La leggenda qui è davvero radicata e conosciuta: si racconta che uno spaccalegna-carbonaio vissuto nel periodo matildico, mentre riposava brevemente sul monte Valestra, avesse notato poco distante un involucro contenente una mano d’oro. Con grande emozione l’uomo la portò a casa e la mostrò ai fratelli, i quali decisero di tenere segreta la notizia e vendere al più presto il prezioso oggetto.
Quando sulla strada passò un ricco mercante, vendettero il tesoro e ne ricavarono parecchie monete, che consentirono alla famiglia di iniziare una certa ascesa sociale. Già nel 1145 nella zona si distingueva un casato, che volle chiamarsi Manodori, il cui emblema stemmato recava una mano con tre monete, un’aquila, una stella ed il motto: “Man aur dei si grasi bal mon est” (grossomodo la mano d’oro ha dato il nome a questa famiglia grazie al monte Valestra).
Pietro Manodori invece è stato sindaco di Reggio Emilia dal 1860 al 1872, fondatore e presidente della Cassa di risparmio, presidente del Monte di pietà e della Casa di carità, tra i fondatori della Croce Rossa.
Per ricordare la sua figura sabato 25 marzo si è svolto un convegno al teatro Valli di Reggio Emilia. (l..t.)
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