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Pd, a Reggio Emilia metà degli iscritti “diserta” il congresso  

di Roberto Fontanili
Pd, a Reggio Emilia metà degli iscritti “diserta” il congresso  

Renzi in testa al giro di boa con il 58,2% dei consensi, Orlando al 40,9%. Ma nei circoli si registra un’affluenza che non supera il 50%

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REGGIO EMILIA. Quando nella nostra provincia circa metà dei congressi di circolo Pd si sono già svolti, qualche riflessione comincia a trovare conferma anche nei numeri, che vedono il segretario uscente Matteo Renzi in testa con il 58.21% dei consensi, rispetto al 40.98% di Andrea Orlando e allo 0.80% di Michele Emiliano. Ma la prima analisi non può che partire dalla generalizzata bassa affluenza: solo 1.124 su 2.248 gli iscritti che hanno partecipato finora al voto. La seconda considerazione è che alcuni dirigenti storici hanno confermato ancora il proprio “peso” elettorale, come nel caso di Maino Marchi, schierato con Orlando, che nella sua roccaforte di Correggio e nei comuni limitrofi ha portato all’affermazione della mozione che fa capo al Guardasigilli.

Ma i risultati dicono anche che il voto nei circoli del Pd (comune di Reggio escluso, con molti circoli che devono ancora andare a congresso) è anche fortemente condizionato dall’orientamento del proprio sindaco. Qualche esempio? I renziani Massimo Gazza e Andrea Tagliavini, a Boretto e a Quattro Castella, portano in dote all’ex premier l’85% e il 76% dei voti. A Rubiera, invece, dove il sindaco Emanuele Cavallaro è schierato con Orlando, il ministro della Giustizia ha incassato il 66%. Così come a Campagnola e a Campegine è sempre Orlando ad ottenere il 70.45% e il 69.23%, mentre ad Albinea – guidata dall’ex civatiano Nico Giberti e feudo della parlamentare Antonella Incerti – il Guardasigilli ha ottenuto il 55%. Il risultato migliore in assoluto però lo ha portato a casa Renzi, con il 100% dei voti ottenuti a Calerno (dove hanno votato solo in 10), il 90% a Ventasso (con 20 votanti di cui 18 per Renzi e 2 per Orlando). Sul versante dell’affluenza provinciale, che quando va bene supera di poco il 50% degli iscritti, in generale si assesta sul 35% degli aventi diritto. In comuni come Gattatico e Campegine hanno votato solo in 13 iscritti. A Toano in sei. Congressi da cui esce una fotografia di un Pd che in pochi anni si è pressoché dimezzato in termini di iscritti. Anche a Reggio dove nel 2011 gli iscritti erano undicimila, mentre oggi i dati ufficiali parlano di 5.384, con un calo del 9% (circa 600 tessere rispetto all’anno precedente).

Nella nostra provincia il ministro Orlando, pur avendo vinto più di un congresso di circolo, è staccato da Renzi di 7 punti percentuali. Ma anche in questo caso a far riflettere è il numero dei votanti: 652 per Renzi, 459 per Orlando e 9 per Emiliano. Un dato che si ripete anche in regione con i sostenitori della mozione Orlando che parlano apertamente di «un Pd in crisi strutturale». Un giudizio che prende spunto dai risultati dei 170 congressi svolti in regione, che hanno registrato la partecipazione al voto di quasi duemila iscritti in meno rispetto al 2013, mentre gli iscritti sempre negli stessi circoli sono passati da 20.252 a 12.856, ovvero un calo del 35%.

«Il segretario uscente ha guadagnato ad oggi solo 244 voti in più dal 2013, a fronte di una platea di votanti e iscritti molto più ristretta», fanno notare i sostenitori di Orlando. Un’analisi che i renziani respingono, rilevando invece che «l’affluenza è più alta rispetto al 2013 quando fu del 38% rispetto al 46% di oggi», aggiungendo che sulla base dei dati rispetto ai 225 circoli in cui si è svolto il congresso in regione Renzi è al 61.73%, Orlando al 36.72% ed Emiliano all’1.55%.

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