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Banda di sardi L’arma lanciata dalla finestra è clandestina

REGGIO EMILIA. La pistola Beretta che Piero Ruggero Giordano ha gettato dalla finestra martedì notte nel corso della perquisizione nella sua abitazione di Gattatico è un’arma clandestina. Gli...

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REGGIO EMILIA. La pistola Beretta che Piero Ruggero Giordano ha gettato dalla finestra martedì notte nel corso della perquisizione nella sua abitazione di Gattatico è un’arma clandestina. Gli accertamenti disposti dal pm Maria Rita Pantani hanno infatti consentito di scoprire che il numero di matricola dell’arma è stato falsificato. Il 23enne oggi comparirà di fronte al gip Dario De Luca per l’interrogatorio di garanzia insieme agli altri componenti reggiani della banda sgominata dai carabinieri di Nuoro.
Nella stessa operazione, che ha portato alla luce un giro di droga e armi dal Nord Italia alla Sardegna, sono stati coinvolti Antonio Giordano, 52 anni, padre del 23enne, anche lui residente a Gattatico: l’uomo è sottoposto all’obbligo di dimora, mentre un altro figlio è indagato a piede libero. A Reggio è finito ai domiciliari anche Marco Arzu, 33 anni, domiciliato a casa di parenti a Casalgrande. Un’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata notificata anche ad Antonino Modaferi, 37 anni, già ristretto nel carcere della Pulce.
La banda, che aveva base a Orgosolo, nel 2015 pianificava il furto della salma di Enzo Ferrari nel cimitero di Modena: l’intenzione era quella di chiedere il riscatto ai familiari del grande costruttore.

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