Gazzetta di Reggio

Reggio

Ccpl, boccata d’ossigeno dal tribunale 

di Tiziano Soresina
Ccpl, boccata d’ossigeno dal tribunale 

Maxi debito da 150 milioni di euro: il giudice Casadonte dà l’ok per il piano quinquennale di rientro con banche e creditori

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REGGIO EMILIA. La ristrutturazione dei debiti accumulati dalla Ccpl (che ora si aggirano complessivamente sui 150 milioni di euro) verso le banche e gli altri creditori, ha ricevuto l’ok del tribunale di Reggio, dando così l’ennesima “boccata di ossigeno” all’ormai ex gruppo industriale cooperativo (ridotto all’osso dopo le dismissioni) che sta facendo i passi giusti per uscire dallo stato di crisi economico-finanziaria.

La Ccpl è stata seguita passo dopo passo dallo studio legale Sutich-Barbieri-Sutich in questi anni difficili, sino alla presentazione da parte dello staff di avvocati del ricorso attraverso il quale è stata chiesta l’omologazione degli accordi raggiunti per la ristrutturazione del maxi debito come previsto dalla legge fallimentare.

E il giudice Annamaria Casadonte, alla luce degli approfondimenti tecnici disposti (su veridicità dei dati aziendali e sull’attuabilità degli accordi trovati) ha ritenuto valido ed efficace quanto “costruito” dalla coop Ccpl (e il suo braccio operativo Ccpl spa) per uscire dall’emergenza con un piano quinquennale (2016-2020). “Gli accordi in questione si fondano – scrive nel decreto il giudice Casadonte – su un piano di ristrutturazione aziendale nell’ambito del quale Ccpl spa realizza il superamento dei rapporti di cash pooling (cioè l’accentramento di tutte le risorse finanziarie in un’unica società, ndr) infragruppo instaurati, razionalizza strutture e costi e focalizza l’attività strategica sul cosiddetto core business (cioè la principale attività aziendale di tipo operativo, ndr) attraverso la dismissione quasi totalitaria, tra il 2016 e il 2020, delle numerose partecipazioni acquisite al proprio patrimonio, ad eccezione di quelle aventi ad oggetto il captale azionario di Ccpl Inerti spa, Ccsf e Coopbox Group spa, su cui peraltro pende un procedimento sanzionatorio antitrust. A tali scopi – rimarca il magistrato – la sottoscrizione di siffatte intese da parte delle banche assume carattere essenziale”.

I cospicui debiti di Ccpl sono con 14 banche, con società del Gruppo e fornitori (con quest’ultimi non sono sttai raggiunti patti, ma ciò “non appare significativo – sottolinea sempre la Casadonte – rispetto agli obiettivi prefissati del piano”). Al tirar delle somme viene specificato nel decreto che “gli accordi sottoscritti da Ccpl spa rappresentano il 96% dei crediti anche condizionali della società e possono dirsi integrati i requisiti, anche temporali (come prevede la legge fallimentare) non essendo emerso alcun elemento in grado di far dubitare della capacità della proponente di fare fronte con le risorse finanziarie accantonate alle obbligazioni contratte con i creditori non aderenti entro il termine di 120 giorni stabilito dalla norma”. E nei termini non sono state presentate opposizioni contro gli accordi controversi. La Ccpl volta pagina.

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