Espulso quattro mesi fa torna e ricomincia a rubare
di Chiara Cabassa
Insieme a due connazionali georgiani è stato arrestato dalla polizia dopo un furto Tornavano da una “trasferta” a Padova, sono stati catturati a Reggio col bottino
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REGGIO EMILIA. L’operazione è scattata nel primo pomeriggio di lunedì: la squadra mobile di Reggio Emilia individua un’auto sospetta uscire al casello dell’A1 di Modena Nord, la segue per poi fermarla in centro storico a Reggio. A bordo dell’auto, una Toyota intestata a un cittadino ucraino, tre georgiani che stavano tornando “a casa” dopo avere messo a segno un furto in un appartamento a Padova. Nel baule il ricco bottino: orologi, monili in oro e argento, occhiali, un computer, un tablet, una macchina fotografica. Oltre a 1.900 euro che i tre si erano già equamente divisi. Poche ore prima una famiglia di Padova aveva denunciato un furto in casa e, grazie a controlli incrociati, la polizia potrà ora consegnare ai derubati tutta la merce sottratta. Quanto ai tre georgiani sono stati fermati e ora si trovano rinchiusi alla Pulce in attesa della convalida del Gip che dovrebbe avvenire questa mattina in tribunale. L’accusa è di furto aggravato.
Ad insospettire la polizia era stata la presenza di un georgiano noto alla questura reggiana, Levan Tutarashvili, 27 anni: nei suoi confronti solo quattro mesi fa, infatti, era scattato un provvedimento di espulsione con accompagnamento coatto alla frontiera. Ed ora il rientro in Italia grazie ad un nuovo passaporto nel quale sono peraltro riportate diverse generalità. Gli altri due georgiani fermati sono George Danelia, 34 anni, e Rati Rekhviashvili, 30. Uno in Italia con regolare permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare, l’altro irregolare sul territorio italiano. Tutti quanti con precedenti specifici.
A illustrare l’operazione, ieri mattina, il questore Isabella Fusiello e il sostituto commissario Roberta Falaschi, che ha coordinato l’intervento. Dopo averla definita una «bellissima operazione», il questore ha sottolineato che «il controllo puntuale del territorio consente di arrestare in breve tempo anche autori di reati che vengono commessi fuori da Reggio».
Con una sorta di valore aggiunto: il fatto che «l’intero bottino potrà essere consegnato ai legittimi proprietari». Ma il questore si è soffermato anche su un altro aspetto: uno dei georgiani fermati ha un regolare permesso di soggiorno. «Questo – ha detto Isabella Fusiello – significa che a delinquere non sono solo coloro che non avendo un permesso di soggiorno vengono “costretti” a commettere azioni illecite. Evidentemente, per molte persone, delinquere è molto più remunerativo rispetto alla ricerca di un lavoro». Ma, soprattutto, il questore si augura che i fermi siano convalidati: «Potrebbe costituire un importante precedente e un deterrente per i ladri d’appartamento».
Ad insospettire la polizia era stata la presenza di un georgiano noto alla questura reggiana, Levan Tutarashvili, 27 anni: nei suoi confronti solo quattro mesi fa, infatti, era scattato un provvedimento di espulsione con accompagnamento coatto alla frontiera. Ed ora il rientro in Italia grazie ad un nuovo passaporto nel quale sono peraltro riportate diverse generalità. Gli altri due georgiani fermati sono George Danelia, 34 anni, e Rati Rekhviashvili, 30. Uno in Italia con regolare permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare, l’altro irregolare sul territorio italiano. Tutti quanti con precedenti specifici.
A illustrare l’operazione, ieri mattina, il questore Isabella Fusiello e il sostituto commissario Roberta Falaschi, che ha coordinato l’intervento. Dopo averla definita una «bellissima operazione», il questore ha sottolineato che «il controllo puntuale del territorio consente di arrestare in breve tempo anche autori di reati che vengono commessi fuori da Reggio».
Con una sorta di valore aggiunto: il fatto che «l’intero bottino potrà essere consegnato ai legittimi proprietari». Ma il questore si è soffermato anche su un altro aspetto: uno dei georgiani fermati ha un regolare permesso di soggiorno. «Questo – ha detto Isabella Fusiello – significa che a delinquere non sono solo coloro che non avendo un permesso di soggiorno vengono “costretti” a commettere azioni illecite. Evidentemente, per molte persone, delinquere è molto più remunerativo rispetto alla ricerca di un lavoro». Ma, soprattutto, il questore si augura che i fermi siano convalidati: «Potrebbe costituire un importante precedente e un deterrente per i ladri d’appartamento».
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