COSA PREVEDE LA LEGGE
«Rischiano una multa fino a 1.440 euro in tre»
NOVELLARA. «Complimenti ai carabinieri, hanno intuito che in quell’auto c’era qualcosa di illegale». Lorenzo Ferrari, comandante della polizia provinciale, interviene sul fenomeno dei “predoni del Po”...
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NOVELLARA. «Complimenti ai carabinieri, hanno intuito che in quell’auto c’era qualcosa di illegale». Lorenzo Ferrari, comandante della polizia provinciale, interviene sul fenomeno dei “predoni del Po” dopo la denuncia di tre romeni a Novellara.
Cosa fanno questi pescatori abusivi?
«Il fenomeno è legato alle richieste dell’Europa dell’Est, dove pesci come il siluro, a differenza che in Italia, sono molto apprezzati. Si tratta di più squadre che agiscono di notte: c’è chi pesca e chi ha il compito del trasporto, altri ancora si occupano dell’esportazione sui mercati esteri. È un fenomeno consolidato lungo tutto il bacino padano: un mese fa sono stati scoperti pescatori di frodo a Parma, alcuni mesi prima a Mantova. E sono organizzati: soprattutto nel ferrarese, alcuna soggetti hanno anche la licenza di “pesca di mestiere” per avere una parvenza legale».
Cosa rischiano adesso i tre romeni denunciati?
«Una sanzione amministrativa che, per la pesca senza licenza, arriva ad un massimo di 480 euro a persona, ossia 1.440 euro in tre. Per l’attrezzatura si sospetta che abbiano fatto uso della corrente elettrica: se fosse provato, si entrerebbe nel penale, ma su questo aspetto occorrono verifiche. C’è però anche una novità legislativa».
Quale?
«La legge regionale del 6 marzo 2017, pensata proprio per contrastare il bracconaggio, sanziona il trasporto notturno del pescato. È uno strumento importante perché finora la normativa ci lasciava sguarniti. Perciò i tre saranno colpiti da un’altra sanzione amministrativa per trasporto notturno senza autorizzazione, fino a un massimo di 1.200 euro ciascuno. Sempre che i pescatori di frodo non siano incorsi in altri reati “collaterali”, tipo il furto di barche e attrezzature, come spesso accade». (am.p.)
Cosa fanno questi pescatori abusivi?
«Il fenomeno è legato alle richieste dell’Europa dell’Est, dove pesci come il siluro, a differenza che in Italia, sono molto apprezzati. Si tratta di più squadre che agiscono di notte: c’è chi pesca e chi ha il compito del trasporto, altri ancora si occupano dell’esportazione sui mercati esteri. È un fenomeno consolidato lungo tutto il bacino padano: un mese fa sono stati scoperti pescatori di frodo a Parma, alcuni mesi prima a Mantova. E sono organizzati: soprattutto nel ferrarese, alcuna soggetti hanno anche la licenza di “pesca di mestiere” per avere una parvenza legale».
Cosa rischiano adesso i tre romeni denunciati?
«Una sanzione amministrativa che, per la pesca senza licenza, arriva ad un massimo di 480 euro a persona, ossia 1.440 euro in tre. Per l’attrezzatura si sospetta che abbiano fatto uso della corrente elettrica: se fosse provato, si entrerebbe nel penale, ma su questo aspetto occorrono verifiche. C’è però anche una novità legislativa».
Quale?
«La legge regionale del 6 marzo 2017, pensata proprio per contrastare il bracconaggio, sanziona il trasporto notturno del pescato. È uno strumento importante perché finora la normativa ci lasciava sguarniti. Perciò i tre saranno colpiti da un’altra sanzione amministrativa per trasporto notturno senza autorizzazione, fino a un massimo di 1.200 euro ciascuno. Sempre che i pescatori di frodo non siano incorsi in altri reati “collaterali”, tipo il furto di barche e attrezzature, come spesso accade». (am.p.)
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