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«Sul Punto Nascite servirà una risposta anche del Ministero» 

«Sul Punto Nascite servirà una risposta anche del Ministero» 

Il sottosegretario regionale Rossi scrive al sindaco Bini  sul travagliato destino della struttura di Castelnovo Monti

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CASTELNOVO MONTI. Dopo il confronto a distanza, non certo pacato, tra l’assessore regionale Sergio Venturi ed esponenti politici dell’Appennino (anche il sindaco Enrico Bini ha manifestato la sua rabbia e delusione), sulla situazione del Punto nascite dell’ospedale Sant’Anna, interviene ora Andrea Rossi sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, con una lettera indirizzata proprio a Bini.
«La sanità, per la Regione Emilia Romagna, è sinonimo di qualità, attenzione ai bisogni della nostra comunità, ma soprattutto sicurezza per i cittadini. La Commissione nascite non ha terminato il proprio lavoro e il suo compito è quello di consegnare alla Regione le necessarie indicazioni tecniche per assumere le decisioni future. Successivamente, si valuterà anche l’opzione di chiedere una conferma o meno delle argomentazioni tecniche al Ministero della salute e, di conseguenza, alla Commissione nazionale nascite. La sicurezza è il criterio che ci guida nel fare la scelta rispetto al Punto nascite: la sicurezza della mamma e del figlio, in quei tre-quattro giorni così delicati. Il principio di sicurezza e di condivisione con la comunità scientifica che ci ha guidato anche nella scelta, coraggiosa, d’istituire l’obbligo vaccinale per i bambini della fascia 0-3 anni che frequentano i nidi».
Prosegue Rossi: «La nostra sanità regionale è riconosciuta come un’eccellenza a livello nazionale grazie, non dimentichiamolo, anche ad significative scelte di questa giunta, tra cui l’azzeramento delle liste d’attesa, le oltre 2.500 assunzioni in seguito all’intesa con Cgil, Cisl e Uil, e, non da ultimo, l’adozione dei nuovi Lea, con nuove prestazioni garantite dal sistema sanitario regionale. L’intesa Stato-Regioni, siglata nel 2010, ha fissato sempre in nome del principio della maggiore tutela possibile, criteri molto chiari ed è questa la ragione per la quale è stata interrogata la Commissione nascite, per capire se oggi esistano le condizioni o meno di sopravvivenza del reparto di ostetricia. Ma il lavoro della Commissione non è ancora terminato e si profila l’ipotesi di chiedere una conferma o meno delle argomentazioni tecniche che arriveranno al Ministero della Salute e, di conseguenza, alla Commissione Nascita Nazionale».
«Il nostro impegno nel sostenere le comunità montane – conclude Andrea Rossi – non è mai venuto meno».

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