Un “pilastro” del tribunale va in pensione
Lascia il luogotenente dei carabinieri Serraiuolo. Grandinetti: «Un fuoriclasse». Beretti: «Ci mancherà»
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REGGIO EMILIA. Insostituibile, è un pilastro. Un commento che ieri è risuonato in tutto il palazzo di giustizia, perché se ne va in pensione il luogotenente Giampiero Serraiuolo, 55 anni, che oggi guiderà per l’ultima volta la sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri.
Ieri il luogotenente ha ufficialmente salutato – in tribunale – il personale del Palazzo e chissà quanti “flash” gli sono passati per la mente dei ventun anni che ha trascorso in procura (in precedenza, dopo la scuola sottufficiali a Velletri e Firenze, era stato in forza per 12 anni al reparto operativo di Reggio e per un biennio al reparto operativo di Castelnovo Monti).
Le indagini di Serraiuolo fanno ormai parte della storia della lotta alla criminalità reggiana: la caccia al killer Paolo Bellini, le inchieste sugli omicidi degli anni Novanta che insanguinarono la nostra provincia, gli arresti in vari momenti di persone colluse con la ’ndrangheta (su quest’ultimo versante nel 2014 gli è stato riconosciuto l’essersi particolarmente distinto ed ha ricevuto l’onorificenza di cavaliere della Repubblica).
«Amo molto il mio lavoro – spiega Serraiuolo alla Gazzetta, decisamente commosso per le tante manifestazioni d’affetto ricevute in questi giorni – e sono soddisfatto perché ho incontrato grandi magistrati inquirenti e giudicanti. In tribunale a Reggio si lavora tantissimo, ma si è creato un bel clima».
Il procuratore Giorgio Grandinetti ci fa notare che oggi, ultimo giorno di lavoro, il luogotenente farà un interrogatorio nel suo ufficio. Poi, finché non verrà nominato il successore, reggerà il servizio il suo vice Antonino Gioffrè. «Ho avuto in carriera molti collaboratori bravi ed affidabili – rimarca il numero uno della procura – ma devo dire che Serraiuolo nel suo genere è un fuoriclasse. E dico questo sia sotto il profilo della competenza professionale piuttosto diversificata, sia sotto il profilo della disponibilità ed affidabilità».
Gli fa eco il giudice Cristina Beretti che da novembre è il presidente vicario del tribunale: «A distanza di pochi mesi, nel 1996, siamo approdati in tribunale a Reggio. E ne ho sempre apprezzato competenza, capacità, onestà e senso del dovere. Serraiuolo sa comprendere le situazioni e comportarsi di conseguenza. Ha aiutato molto il tribunale, agendo sempre nell’interesse generale. Ci mancherà davvero tantissimo». (t.s.)
Ieri il luogotenente ha ufficialmente salutato – in tribunale – il personale del Palazzo e chissà quanti “flash” gli sono passati per la mente dei ventun anni che ha trascorso in procura (in precedenza, dopo la scuola sottufficiali a Velletri e Firenze, era stato in forza per 12 anni al reparto operativo di Reggio e per un biennio al reparto operativo di Castelnovo Monti).
Le indagini di Serraiuolo fanno ormai parte della storia della lotta alla criminalità reggiana: la caccia al killer Paolo Bellini, le inchieste sugli omicidi degli anni Novanta che insanguinarono la nostra provincia, gli arresti in vari momenti di persone colluse con la ’ndrangheta (su quest’ultimo versante nel 2014 gli è stato riconosciuto l’essersi particolarmente distinto ed ha ricevuto l’onorificenza di cavaliere della Repubblica).
«Amo molto il mio lavoro – spiega Serraiuolo alla Gazzetta, decisamente commosso per le tante manifestazioni d’affetto ricevute in questi giorni – e sono soddisfatto perché ho incontrato grandi magistrati inquirenti e giudicanti. In tribunale a Reggio si lavora tantissimo, ma si è creato un bel clima».
Il procuratore Giorgio Grandinetti ci fa notare che oggi, ultimo giorno di lavoro, il luogotenente farà un interrogatorio nel suo ufficio. Poi, finché non verrà nominato il successore, reggerà il servizio il suo vice Antonino Gioffrè. «Ho avuto in carriera molti collaboratori bravi ed affidabili – rimarca il numero uno della procura – ma devo dire che Serraiuolo nel suo genere è un fuoriclasse. E dico questo sia sotto il profilo della competenza professionale piuttosto diversificata, sia sotto il profilo della disponibilità ed affidabilità».
Gli fa eco il giudice Cristina Beretti che da novembre è il presidente vicario del tribunale: «A distanza di pochi mesi, nel 1996, siamo approdati in tribunale a Reggio. E ne ho sempre apprezzato competenza, capacità, onestà e senso del dovere. Serraiuolo sa comprendere le situazioni e comportarsi di conseguenza. Ha aiutato molto il tribunale, agendo sempre nell’interesse generale. Ci mancherà davvero tantissimo». (t.s.)
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