Un progetto dedicato alle “nuove italiane”
Laboratori e iniziative pubbliche per aiutare le donne straniere a costruire una propria identità
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REGGIO EMILIA. Conoscere per capire che esistono diritti e doveri, a partire dalla conoscenza della Carta costituzionale passando per la cultura, la salute e lo sport. Argomenti che nelle intenzioni del Comune di Reggio possono diventare un mezzo di inclusione sociale, partecipazione e incremento della competenza civica delle donne di origine non italiana. Se il progetto “La Repubblica delle nuove italiane”, presentato ieri nell'ambito dell'accordo di Sicurezza urbana della Regione, si pone l’obiettivo di offrire alle nuove italiane la possibilità di mettere a frutto le proprie potenzialità, a muoverlo, ha sottolineato l’assessore Serena Foracchia, è «la convinzione che fare sentire queste donne parte di una democrazia e a condividerne presupposti e obiettivi, possa essere un utile deterrente alla radicalizzazione in tutte le sue forme». Non si tratta solo di offrire un’occasione di confronto a donne che spesso soffrono uno sradicamento dopo la partenza dal proprio paese e una difficoltà di inserimento, a cui si sommano difficoltà linguistiche e scarse occasioni di socializzazione, ma l’intento è quello di accompagnarle nel percorso di costruzione della propria identità e dell’educazione civica personale e dei propri figli. Gli stessi che più e meglio dei genitori conoscono le leggi e le istituzioni, anche per il solo fatto di andare a scuola. Il progetto aperto a tutte le donne, italiane comprese, si rivolge in particole a quelle di origine straniera che a Reggio sono oltre la metà della popolazione immigrata. Su un totale di 28.955 presenze, le donne sono 14.973 e la comunità più numerosa è quella albanese (111.6%), seguita da quella cinese (10.9%) e marocchina (9.6%), con una età che va dai 25 ai 49 anni. Il progetto vede il coinvolgimento con le associazioni di genere e realtà come la Fondazione Nilde Iotti. «Vogliamo accompagnare queste donne – aggiunge Foracchia – nella conoscenza delle istituzioni e dell'educazione civica in quanto sono cruciali per l'educazione e la prevenzione di forme di radicalismo». Il progetto prevede laboratori tematici e creativi, iniziative pubbliche, gite e visite guidate. Il primo appuntamento, “Piccola storia dei diritti delle donne”, è in programma il 12 aprile, dalle 15 alle 18, nello spazio Casa Comune (viale 4 Novembre, 8/F) ed è dedicato alle pari opportunità. (r.f.)
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