processo all’ex direttrice
Maxi buco in banca prescritti due reati Resta solo il furto
REGGIO EMILIA . Il processo a carico di Maria Carmela Maniscalco, ex direttrice della filiale Unicredit di via Gattalupa, dove si registrò un ammanco da 90 milioni di euro, si sta sgretolando. Ieri...
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REGGIO EMILIA . Il processo a carico di Maria Carmela Maniscalco, ex direttrice della filiale Unicredit di via Gattalupa, dove si registrò un ammanco da 90 milioni di euro, si sta sgretolando.
Ieri mattina il giudice Luca Ramponi, su richiesta dell’avvocato difensore Giovanni Tarquini, ha pronunciato una sentenza nella quale ha preso atto dell’avvenuta prescrizione dei reati di appropriazione indebita e truffa.
Resta in piedi il furto, che ha un tempo di prescrizione superiore. In principio nel capo d’imputazione c’erano anche tre ipotesi di falso, reato che però è stato depenalizzato.
«La decisione di sollevare la richiesta di prescrizione è stata sofferta - commenta l’avvocato Tarquini - perché la mia assistita si dichiara innocente. Ma la scelta è stata quella di utilizzare uno strumento che la legge offre a tutela degli imputati, perché dopo tanto tempo è più difficile far valere le proprie ragioni. Con il passare del tempo c’è il rischio di non poter fare emergere la verità». Nella scorsa udienza l’imputata aveva infatti detto che avrebbe potuto rinunciare alla prescrizione.
L’avvocato Tarquini ritiene che il reato di furto rimasto in piedi andrebbe in realtà riqualificato come appropriazione indebita, e dunque andrebbe prescritto anche questo.
I tempi delle indagini hanno messo il processo su un binario morto. Tutte le movimentazioni bancarie in discussione dal 2005 al 2008 erano già prescritte dall’anno scorso ed ora è toccato a quelle del 2009. (j.d.p.)
Ieri mattina il giudice Luca Ramponi, su richiesta dell’avvocato difensore Giovanni Tarquini, ha pronunciato una sentenza nella quale ha preso atto dell’avvenuta prescrizione dei reati di appropriazione indebita e truffa.
Resta in piedi il furto, che ha un tempo di prescrizione superiore. In principio nel capo d’imputazione c’erano anche tre ipotesi di falso, reato che però è stato depenalizzato.
«La decisione di sollevare la richiesta di prescrizione è stata sofferta - commenta l’avvocato Tarquini - perché la mia assistita si dichiara innocente. Ma la scelta è stata quella di utilizzare uno strumento che la legge offre a tutela degli imputati, perché dopo tanto tempo è più difficile far valere le proprie ragioni. Con il passare del tempo c’è il rischio di non poter fare emergere la verità». Nella scorsa udienza l’imputata aveva infatti detto che avrebbe potuto rinunciare alla prescrizione.
L’avvocato Tarquini ritiene che il reato di furto rimasto in piedi andrebbe in realtà riqualificato come appropriazione indebita, e dunque andrebbe prescritto anche questo.
I tempi delle indagini hanno messo il processo su un binario morto. Tutte le movimentazioni bancarie in discussione dal 2005 al 2008 erano già prescritte dall’anno scorso ed ora è toccato a quelle del 2009. (j.d.p.)
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