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«Artoni, 580 addetti senza un futuro» 

«Artoni, 580 addetti senza un futuro» 

Nuovo allarme lanciato dai sindacati in vista dell’incontro del 5 aprile al Ministero del lavoro 

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REGGIO EMILIA. L’acquisizione da parte della multinazionale altoatesina Fercam di uno spezzone del gruppo Artoni sta assumendo contorni sempre più dolorosi e drammatici. Solo per 140/150 dei 580 dipendenti si prospetta infatti la continuità del lavoro mentre per gli altri risulta addirittura in pericolo l’adozione stessa delle forme di sostegno garantite dalla cassa integrazione straordinaria perché legate alla prosecuzione, sia pur parziale, dell’attività della azienda guastallese. Per questo specifico aspetto è stata indetta una riunione, il 5 aprile al Ministero del lavoro, che dovrà consentire di accertare la continuità operativa dell’azienda reggiana. Nel frattempo la ferita è aperta perché la Artoni risulta non aver corrisposto la retribuzione relativa agli ultimi tre mesi di lavoro e ciò sta gettando nella disperazione centinaia di famiglie. «I dipendenti sono abbandonati a se stessi – sottolinea la Filt Cgil – e a loro si affiancano altri tremila fra fornitori, padroncini e artigiani che erano partner del gruppo Artoni e che vantano milioni di crediti. Una inadempienza che li sta portando al collasso». Analogamente in allarme le rappresentanze sindacali della Uil Trasporti e della Fit Cisl. Per il momento l’unico atto concreto resta l’impegno della Fercam, attraverso un contratto di affitto, di rendere operative 14 delle 40 filiali alle quali vanno aggiunti i due poli di Genova e Trieste destinati a restare in capo all’Artoni per essere convertiti in raccoglitori e distributori di merci con la Fercam in ruolo di committente. Nel frattempo però tutte le filiali sono chiuse senza la minima possibilità di operare per l’assenza di servizi come l’energia elettrica per i quali da mesi non risultano pagate le bollette. «Stiamo mantenendo gli accordi firmati al Mise – così Anna Maria Artoni, ad dell’omonima azienda, cerca di tranquillizzare i sindacati – e procedendo a fare quanto richiesto. Siamo alle prese con inventari e contratti che, nel volgere di una settimana, potranno garantite l’affitto delle 14 filiali individuate e la conversione dei centri operativi di Genova e Trieste al nuovo compito». (l.v.)

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