Ex magazzini, per ora nessuna idea
Non ci sono progetti all’orizzonte dopo l’abbattimento dell’edificio di via Gramsci
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REGGIO EMILIA. Resterà vuota per un po’ l’area che ospita l’ex magazzino di via Gramsci. È in corso in questi giorni, infatti, l’abbattimento dell'edificio di proprietà dell’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero, da parte dell’impresa “Giorgio Fontanili”, con la direzione di Lucio Iotti. L’intervento di smantellamento dovrebbe concludersi entro la fine del mese di aprile e al momento non è ancora stata presa una decisione in merito a cosa potrà essere dell’area che, a quel punto, resterà vuota.
Si tratta di un pezzo importante di storia della città, che si trova lungo via Gramsci, sulla sinistra per chi viaggia in direzione dello stadio “Città del Tricolore”. Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale, l’edificio divenne uno dei primi centri di raccolta del latte. Poi, un po’ per problemi di viabilità ma soprattutto a seguito dell’ampliamento della periferia urbana che indusse all’allontanamento delle stalle e delle mucche che producevano sì la materia prima per il formaggio, ma emanavano anche odori poco gradevoli, l’impianto cambiò d’uso, trasformandosi in un grande deposito di forme in sosta durante il periodo della stagionatura.
Caratterizzato da un’originale pianta esagonale, con il passare degli anni l'edificio è caduto in disuso, fino a tornare alla ribalta delle cronache nel corso del 2016, quando venne effettuato un controllo da parte della Polizia municipale di Reggio Emilia in quanto l’ex magazzino era stato occupato abusivamente da cinque cittadini di origine libica. Il controllo permise di identificare gli occupanti e non portò a nessuno sgombero.
Toccherà ora all’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero (ente autonomo rispetto alla diocesi di Reggio Emilia-Guastalla che si occupa di amministrare il patrimonio immobiliare e ne devolve gli utili, come stabilito dalle norme concordatarie e canoniche, all’omonimo Istituto Centrale, il quale poi redistribuisce le entrate provenienti da tutte le diocesi per il sostentamento del clero in Italia) decidere sul futuro dell'area. Al momento non vi sono certezze su quale sarà la destinazione dell'area, che potrebbe ospitare un nuovo edificio oppure passare di mano. Non resta che attendere. (a.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Si tratta di un pezzo importante di storia della città, che si trova lungo via Gramsci, sulla sinistra per chi viaggia in direzione dello stadio “Città del Tricolore”. Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale, l’edificio divenne uno dei primi centri di raccolta del latte. Poi, un po’ per problemi di viabilità ma soprattutto a seguito dell’ampliamento della periferia urbana che indusse all’allontanamento delle stalle e delle mucche che producevano sì la materia prima per il formaggio, ma emanavano anche odori poco gradevoli, l’impianto cambiò d’uso, trasformandosi in un grande deposito di forme in sosta durante il periodo della stagionatura.
Caratterizzato da un’originale pianta esagonale, con il passare degli anni l'edificio è caduto in disuso, fino a tornare alla ribalta delle cronache nel corso del 2016, quando venne effettuato un controllo da parte della Polizia municipale di Reggio Emilia in quanto l’ex magazzino era stato occupato abusivamente da cinque cittadini di origine libica. Il controllo permise di identificare gli occupanti e non portò a nessuno sgombero.
Toccherà ora all’Istituto Diocesano per il sostentamento del clero (ente autonomo rispetto alla diocesi di Reggio Emilia-Guastalla che si occupa di amministrare il patrimonio immobiliare e ne devolve gli utili, come stabilito dalle norme concordatarie e canoniche, all’omonimo Istituto Centrale, il quale poi redistribuisce le entrate provenienti da tutte le diocesi per il sostentamento del clero in Italia) decidere sul futuro dell'area. Al momento non vi sono certezze su quale sarà la destinazione dell'area, che potrebbe ospitare un nuovo edificio oppure passare di mano. Non resta che attendere. (a.v.)
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