al santa maria nuova
Rimantas Kaukenas porta il sorriso ai bimbi in Pediatria
REGGIO EMILIA. Aprire gli occhi e vedere il grande Rimantas Kaukenas. È stato un bellissimo regalo quello fatto dal campione della Pallacanestro Reggiana ai piccoli degenti dell’ospedale Santa Maria...
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REGGIO EMILIA. Aprire gli occhi e vedere il grande Rimantas Kaukenas. È stato un bellissimo regalo quello fatto dal campione della Pallacanestro Reggiana ai piccoli degenti dell’ospedale Santa Maria Nuova. Ieri il giocatore si è presentata in Pediatria (accolto da Giorgio Mazzi, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera-Irccs Santa Maria Nuova, e Sergio Amarri, direttore del reparto) con uova di cioccolato, magliette e pupazzetti per i bambini.
Non è certo una novità per Kaukenas. Nato a Vilnius nel 1977, il lituano è infatti il fondatore dell’associazione benefica “Rimantas Kaukenas Charity Group” creata con l’obiettivo di portare speranza, forza e gioia ai piccoli lituani che stanno lottando contro il cancro. Per conseguire lo scopo, l’associazione – che ha diverse sedi nel mondo – si avvale dell’aiuto di sportivi, attori e amici, riuscendo a concedere un momento magico ai bambini malati e tentando di donare a loro e alle loro famiglie speranza, forza e gioia nonostante diagnosi traumatiche e lunghe e difficili cure.
In pediatria, ieri, l’obiettivo è stato centrato. I bambini hanno passato la mattina con il loro beniamino, ottenendo foto-ricordo e autografi.
GUARDA LA FOTOGALLERYE COMMENTAwww.gazzettadireggio.it
Non è certo una novità per Kaukenas. Nato a Vilnius nel 1977, il lituano è infatti il fondatore dell’associazione benefica “Rimantas Kaukenas Charity Group” creata con l’obiettivo di portare speranza, forza e gioia ai piccoli lituani che stanno lottando contro il cancro. Per conseguire lo scopo, l’associazione – che ha diverse sedi nel mondo – si avvale dell’aiuto di sportivi, attori e amici, riuscendo a concedere un momento magico ai bambini malati e tentando di donare a loro e alle loro famiglie speranza, forza e gioia nonostante diagnosi traumatiche e lunghe e difficili cure.
In pediatria, ieri, l’obiettivo è stato centrato. I bambini hanno passato la mattina con il loro beniamino, ottenendo foto-ricordo e autografi.
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