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Rinasce San Quirino In arrivo i lavori per 900 mila euro 

di Ambra Prati
Rinasce San Quirino In arrivo i lavori per 900 mila euro 

Appalto entro aprile e apertura del cantiere entro l’anno La chiesa è chiusa dal 2012. Incognite sul restauro pittorico

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CORREGGIO. «Siamo in attesa del rilascio delle ultime autorizzazioni, che dovrebbero arrivare a breve. Contiamo di indire l’appalto entro il mese di aprile, per stabilire la graduatoria e l’impresa vincitrice prima dell’estate». L’architetto Mauro Pifferi, responsabile unico del procedimento, annuncia che si è in dirittura d’arrivo per iniziare i lavori nella basilica di San Quirino.
Si sta sbloccando la situazione per la più importante chiesa correggese, dichiarata inagibile e chiusa dal maggio 2012. Ora, proprio nell’imminenza della visita di Papa Francesco nella vicina Carpi, l’opera – per un importo a piano di 887.500 euro – che prevede consolidamenti riguardanti soprattutto le volte compromesse, i muri perimetrali e in parte la copertura lignea, sarà pronta per partire con la bella stagione. Proprio in concomitanza con la conclusione del restauro della torre civica, il campanile della basilica (databile alla metà del XIV secolo) sul quale il Comune ha investito 150mila euro per il secondo e definitivo stralcio.
Entro la fine dell’anno, quindi, si conta di mettere in moto il cantiere, che finalmente restituirà ai correggesi la basilica. Compresi gli stalli del coro in legno, un prezioso manufatto risalente al ‘500-600. Grazie ad un finanziamento precedente al sisma, da parte della presidenza del Consiglio dei ministri, si era provveduto al restauro degli arredi lignei dell’area absidale: il coro è terminato ma, pur essendo pronto per essere rimontato, si attende il consolidamento strutturale.
«Sulla basilica dei Santi Quirino e Michele abbiamo fatto una riunione parrocchiale circa un mese fa, per fare il punto dello stato dell’arte – spiega monsignor Tiziano Ghirelli, direttore dell’Ufficio beni artistici della Diocesi di Reggio e Guastalla –. E’ pronto il progetto dell’architetto Mario Deganutti (lo stesso che ha seguito la partita torre civica con l’ingegner Claudio Torreggiani, ndr). Il piano prevede il consolidamento strutturale della chiesa ed è stato approvato dopo un lungo percorso».
Un percorso irto di ostacoli, perché San Quirino è una struttura complessa e delicata: di grandi dimensioni, costruita in diverse epoche, con cappelle laterali imponenti. Presenta «criticità enormi, sia causate dal terremoto (come i cedimenti strutturali della volte), sia pregresse (come la risalita di umidità dal pavimento della basilica e da quello della cripta), oltre a problemi non vitali legati all’apparato decorativo pittorico».
Quest’ultima è un’altra partita tutta aperta. Sulle pitture non si è mai intervenuti, nonostante i danni arrecati dai terremoti precedenti (del 1996, del 2000, del 2008). «Era stata eseguita la messa in sicurezza, ma sono rimasti i segni delle ferite sugli affreschi e sulle tempere della volta, dei pilastri e delle pareti – prosegue don Ghirelli –. Questa volta l’intenzione della parrocchia sarebbe quella di intervenire anche sul restauro pittorico, per il quale occorre un progetto apposito a parte, che dovrà anch’esso seguire l’iter burocratico dell’approvazione della Sovrintendenza. Sarà necessario individuare un’impresa specializzata e, soprattutto, occorre trovare le risorse, interamente a carico della proprietà, cioè la parrocchia di San Quirino, perché la Regione sostiene l’intervento strutturale, mentre il restauro pittorico rientra nella categoria delle finiture. I costi sono un’incognita, poiché saranno quantificabili solo con il piano in mano. Su questo aspetto la parrocchia di San Quirino deve valutare e decidere».
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