Sicurezza a Reggio Emilia, il prefetto: «In città non arriveranno più profughi»
I comitati soddisfatti dopo l’incontro con il prefetto: «Ci ha assicurato che d’ora in poi saranno distribuiti in provincia»
REGGIO EMILIA. Dalle due ore di colloquio sui problemi della sicurezza e dell'accoglienza, giovedì mattina, hanno tratto un'iniezione di fiducia. Non intendono abbassare la guardia, ma contano di contribuire a rendere la città più sicura, vivibile e civile grazie alla disponibilità delle forze dell'ordine a giovarsi della loro collaborazione. «Il prefetto e i rappresentati delle istituzioni - sottolineano - si sono dimostrati attenti e disponibili ad accogliere alcune delle richieste presentate dalla rete, precise e mirate, in questa circostanza, al problema della gestione dei richiedenti asilo sul territorio comunale e alla pubblicazione dell’ubicazione degli alloggi a loro riservati. In particolare hanno riconosciuto l'importanza dell'azione che svolgono i cittadini attivi quali conoscitori delle problematiche del territorio. Per questo, si realizzeranno, in analogia con quello che già accade da circa due anni con gli attuali vertici della Questura, incontri periodici di confronto e raccordo. Il prossimo è già previsto per inizio estate».
All'incontro, che si è svolto in Prefettura, hanno partecipato, oltre a Ruberto, il questore Isabella Fusiello, i comandanti dei Carabinieri, Antonino Buda, della Polizia municipale, Stefano Poma, e della Guardia di Finanza, il sindaco Luca Vecchi e il presidente della Dimora d'Abramo, Luigi Codeluppi. Di fronte a loro sedevano i rappresentanti dell'associazione di promozione sociale di via Filzi e del comitato Gardenia, Erika Profumieri, dell'associazione Reggio Civitas, Valentina Iannuccelli, e dei comitati Ascoltare Santa Croce, Stefano Buffagni, Caggiati-Santo Stefano, Pier Luigi Davoli, 4 Novembre, Erminia Ferrari, Via Emilia San Pietro, Giacomo Scillia, e Reggio Est Sicura, Corrado Grasselli.
La richiesta prioritaria riguardava l'informazione sulla distribuzione dei richiedenti asilo sul territorio comunale e nel resto della provincia. Molti si lamentano, infatti, della loro concentrazione in alcuni quartieri ormai sovraccarichi di immigrati, non tutti regolari. Il prefetto ha detto che nel 2016 ne sono arrivati nella nostra provincia circa millecinquecento, di cui novecento in città, e che ne sono stati collocati 233 nel quadrante Nord-Est, 239 nel Nord-Ovest, 164 nel Sud-Est e 124 nel Sud-Ovest.
La maggior parte, quindi, è stata indirizzata verso i quartieri settentrionali, che presentano già le più alte percentuali di residenti stranieri e consistenti sacche di disagio sociale. Ma è l'intera città ad apparire satura, avendone accolto una quota sensibilmente superiore alla media nazionale. Ora la prefettura è impegnata a concordare l'accoglienza dei richiedenti asilo con gli altri comuni reggiani, che finora ne hanno ricevuti in minore numero. Intese in tal senso sono state raggiunte ormai con tutti, esclusi quattro o cinque.
«Quella dei richiedenti asilo – sottolinea la rete dei comitati – è un'emergenza nazionale, che sul nostro territorio è stata ad oggi assorbita principalmente dal comune di Reggio, ma che da quest'anno sarà redistribuita più diffusamente sulla provincia e che, come assicura senza difficoltà il prefetto, non toccherà la città».
I comitati avevano più volte lanciato l'allarme per le risse, le aggressioni e gli altri reati di cui spesso si rendono responsabili gli stranieri, perlopiù irregolari. Hanno la sensazione, però, che negli ultimi due anni la situazione sia generalmente migliorata. «Riconosciamo alle forze dell'ordine –- spiegano – il merito di essere stati presenti e vicini ai cittadini».
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