«I bonus bebè non bastano, serve un piano»
Vanna Iori, parlamentare Pd e docente di pedagogia: «Si deve cominciare a investire sull’infanzia»
2 MINUTI DI LETTURA
REGGIO EMILIA . Il problema della denatalità è stato sollevato due settimane fa in Parlamento dalla reggiana Vanna Iori, deputata del Pd, tramite un'interrogazione firmata anche dalla collega Chiara Gribaudo. Vi si chiedeva che fosse monitorata la possibilità di accedere in modo più veloce alle misure attuate per incentivare la procreazione. Si tratta del bonus bebè (80 euro al mese fino al compimento dei tre anni) e del bonus mamma (mille euro una tantum), che finora hanno subito ritardi a causa delle pastoie burocratiche.
«I bonus – sottolinea Vanna Iori – sono importantissimi. Costituiscono un fondamentale punto di partenza, ma è necessaria una politica di più vasto respiro, un piano nazionale per l’infanzia a 360 gradi, che dia sicurezza a chi decide di procreare coinvolgendo il Welfare, il lavoro e i servizi. Occorrono agevolazioni fiscali, politiche di conciliazione, permessi retribuiti, nidi aziendali, congedi parentali per entrambi i genitori e una copertura finanziaria stabile dedicata alle famiglie. Si deve investire sull’infanzia come si è fatto per la scuola. Nel mio partito cresce l’interesse per queste misure, ma non c’è ancora uno sforzo complessivo commisurato alla posta in gioco». Si devono seguire, a suo parere, gli esempi positivi dei più avanzati Paesi europei. «Le nazioni scandinave – spiega – hanno dovuto affrontare per prime negli anni Cinquanta la denatalità. Grazie alle politiche di Welfare hanno ribaltato la situazione a tal punto che oggi ci superano largamente in fatto di nascite».
Vanna Iori è docente, attualmente in aspettativa, di pedagogia e pedagogia della famiglia all'università Cattolica di Milano. Dal 1995 al 2012 ha curato la sezione demografica dell’Osservatorio del comune. Recentemente ha pubblicato libri sulle nuove famiglie, sulla genitorialità in carcere e sulla differenza di genere. (l.s.)
«I bonus – sottolinea Vanna Iori – sono importantissimi. Costituiscono un fondamentale punto di partenza, ma è necessaria una politica di più vasto respiro, un piano nazionale per l’infanzia a 360 gradi, che dia sicurezza a chi decide di procreare coinvolgendo il Welfare, il lavoro e i servizi. Occorrono agevolazioni fiscali, politiche di conciliazione, permessi retribuiti, nidi aziendali, congedi parentali per entrambi i genitori e una copertura finanziaria stabile dedicata alle famiglie. Si deve investire sull’infanzia come si è fatto per la scuola. Nel mio partito cresce l’interesse per queste misure, ma non c’è ancora uno sforzo complessivo commisurato alla posta in gioco». Si devono seguire, a suo parere, gli esempi positivi dei più avanzati Paesi europei. «Le nazioni scandinave – spiega – hanno dovuto affrontare per prime negli anni Cinquanta la denatalità. Grazie alle politiche di Welfare hanno ribaltato la situazione a tal punto che oggi ci superano largamente in fatto di nascite».
Vanna Iori è docente, attualmente in aspettativa, di pedagogia e pedagogia della famiglia all'università Cattolica di Milano. Dal 1995 al 2012 ha curato la sezione demografica dell’Osservatorio del comune. Recentemente ha pubblicato libri sulle nuove famiglie, sulla genitorialità in carcere e sulla differenza di genere. (l.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
