Nominato dal consiglio comunale di Rolo il 6 novembre 2015
Il 6 novembre 2015, il consiglio comunale di Rolo, ha avuto il compito di eleggere il parroco. Questa singolare facoltà deriva da un antico privilegio medievale risalente al 1446 attraverso un...
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Il 6 novembre 2015, il consiglio comunale di Rolo, ha avuto il compito di eleggere il parroco. Questa singolare facoltà deriva da un antico privilegio medievale risalente al 1446 attraverso un lascito testamentario dei conti Sessi del 1776. Questa procedura nasce dal diritto di giuspatronato sulla Pieve di Rolo concesso nel 1446 dal vescovo reggiano Battista Pallavicini ai fratelli Giacomo e Azzo Sessi e ai loro discendenti, ai quali sarebbe spettata la facoltà di nominare il rettore della chiesa parrocchiale come ringraziamento alla stessa famiglia per aver eretto la Pieve di San Zenone di Rolo. Privilegio poi codificato nel 1816. In virtù di questo Jus Patronati, dunque, il Comune può “dire la sua” sulla nomina del parroco da parte del vescovo della diocesi di Carpi. Davanti al consiglio riunito in seduta solenne, in una sala affollata di pubblico, il sindaco ha illustrato questo diritto riservato al Comune sostenendo l’opportunità di avvalersene, senza con questo entrare nel merito della scelta del candidato, lasciata alle autorità ecclesiastiche. Così il consiglio comunale votò all’ingresso di don Jean Marie Vianney di origine congolese, attuale parroco di Rolo. 48 anni, da molti anni in Italia ed ex parroco a San Marino di Carpi. Nel 1983 Giovanni Paolo II firmò la seconda riforma del Codice di Diritto Canonico, nel quale non si fa più cenno all’esistenza dei patronati che, quindi, dovrebbero intendersi aboliti. Nonostante questa norma, ad oggi resistono ancora otto giuspatronati in Italia, tra cui Rolo. (m.p.)
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