Pd, Reggio sceglie Renzi L’ex premier sfiora il 60%
Concluse le votazioni nei 52 circoli della provincia, alle urne 2.750 iscritti Il Guardagilli Orlando si ferma al 40,43%, mentre Emiliano non supera lo 0,87%
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REGGIO EMILIA. Renzi vince sfiorando il 60% dei voti, ma i sostenitori di Orlando esultano per aver superato il traguardo del 40%. Emiliano? Nella nostra provincia si ferma allo 0,87%. È questo il risultato della prima fase del congresso Pd, che ha visto circa 2.750 iscritti recarsi al voto in 52 circoli, per esprimere una preferenza sul candidato alla segreteria nazionale.
Per il segretario uscente, Matteo Renzi, in totale, sono arrivati 1.620 voti (pari al 58,7%), contro i 1.113 di Orlando (40,43%, pari a 503 voti in meno rispetto all’ex premier) e i soli 24 di Emiliano (0,87%). Numeri che, al netto di 54 resti da calcolare, per la Convenzione provinciale si traducono in 204 delegati per l’ex premier e in 142 per il Guardasigilli. Un voto provinciale che rispecchia in parte anche quello regionale, dove Renzi tuttavia in termini di preferenze arriva quasi a doppiare Orlando, sfondando il muro del 60% (63,41%, con 13.329 voti).
In regione, dove l’affluenza è stata pari circa al 45,7%, Emiliano si ferma solo all’1,36% (286 voti) mentre Orlando non supera il 35,23% (7.405 voti). Ed è proprio il distacco tra l’esito provinciale e quello regionale a rappresentare motivo di soddisfazione per il comitato reggiano a sostegno del ministro della Giustizia, i cui componenti si sono dati appuntamento ieri sera, per festeggiare il risultato raggiunto nonostante la sconfitta: «Tra i risultati più alti d’Italia – esultano, ricordando l’assenza di una conferenza programmatica preliminare alla sfida – Sappiamo bene come il lavoro dei sostenitori di Orlando sia stato fondamentale per arginare e dare una casa a tanti che nel Pd pensavano di non poterla più trovare, dopo una scissione dolorosa che per molti poteva rappresentare una resa. Ora continuiamo il cammino verso le primarie, certi che gli elettori hanno bisogno di noi».
Nel dettaglio, fra gli ultimi circoli al voto, Orlando l’ha spuntata con il 49% delle preferenze al Reggio 4 (l’ex circolo dello scissionista, Mauro Vicini, ex segretario cittadino Pd), in un testa a testa che ha visto invece Renzi fermarsi al 47%.
Nel circolo 6, invece, quello del sindaco, Luca Vecchi, l’ex premier Renzi sfonda e arriva al 61%, mentre il guardasigilli è al Orlando 45%. In città, il risultato finale parla di una differenza tra i due sfidanti pari a 91 voti: 367 per Renzi (56,64%), 276 per Orlando (42,59%) e 5 per Emiliano (0,77%). «Ci sarebbero molti fattori positivi da elencare – il commento dei sostenitori della mozione Renzi – a partire ad esempio dal fatto che 340 iscritti in più del 2013 hanno scelto Matteo, che dal 45% si passa al 59%, che la percentuale di iscritti recatasi alla convenzione è cresciuta».
Per i renziani, «si affermano come maggioritarie le idee per il Paese emerse al Lingotto e si affermano un po’ ovunque sul territorio, in provincia così come in città. Ma non siamo interessati a festeggiare o esultare per un turno amichevole, le convenzioni così come le primarie, non vanno viste in un’ottica agonistica, ma come un sereno e pacato confronto tra compagni di uno stesso partito. Portiamo a casa un buon risultato, una tappa di un lungo percorso che ci porterà alla sfida vera, quelle delle politiche».
Per il segretario uscente, Matteo Renzi, in totale, sono arrivati 1.620 voti (pari al 58,7%), contro i 1.113 di Orlando (40,43%, pari a 503 voti in meno rispetto all’ex premier) e i soli 24 di Emiliano (0,87%). Numeri che, al netto di 54 resti da calcolare, per la Convenzione provinciale si traducono in 204 delegati per l’ex premier e in 142 per il Guardasigilli. Un voto provinciale che rispecchia in parte anche quello regionale, dove Renzi tuttavia in termini di preferenze arriva quasi a doppiare Orlando, sfondando il muro del 60% (63,41%, con 13.329 voti).
In regione, dove l’affluenza è stata pari circa al 45,7%, Emiliano si ferma solo all’1,36% (286 voti) mentre Orlando non supera il 35,23% (7.405 voti). Ed è proprio il distacco tra l’esito provinciale e quello regionale a rappresentare motivo di soddisfazione per il comitato reggiano a sostegno del ministro della Giustizia, i cui componenti si sono dati appuntamento ieri sera, per festeggiare il risultato raggiunto nonostante la sconfitta: «Tra i risultati più alti d’Italia – esultano, ricordando l’assenza di una conferenza programmatica preliminare alla sfida – Sappiamo bene come il lavoro dei sostenitori di Orlando sia stato fondamentale per arginare e dare una casa a tanti che nel Pd pensavano di non poterla più trovare, dopo una scissione dolorosa che per molti poteva rappresentare una resa. Ora continuiamo il cammino verso le primarie, certi che gli elettori hanno bisogno di noi».
Nel dettaglio, fra gli ultimi circoli al voto, Orlando l’ha spuntata con il 49% delle preferenze al Reggio 4 (l’ex circolo dello scissionista, Mauro Vicini, ex segretario cittadino Pd), in un testa a testa che ha visto invece Renzi fermarsi al 47%.
Nel circolo 6, invece, quello del sindaco, Luca Vecchi, l’ex premier Renzi sfonda e arriva al 61%, mentre il guardasigilli è al Orlando 45%. In città, il risultato finale parla di una differenza tra i due sfidanti pari a 91 voti: 367 per Renzi (56,64%), 276 per Orlando (42,59%) e 5 per Emiliano (0,77%). «Ci sarebbero molti fattori positivi da elencare – il commento dei sostenitori della mozione Renzi – a partire ad esempio dal fatto che 340 iscritti in più del 2013 hanno scelto Matteo, che dal 45% si passa al 59%, che la percentuale di iscritti recatasi alla convenzione è cresciuta».
Per i renziani, «si affermano come maggioritarie le idee per il Paese emerse al Lingotto e si affermano un po’ ovunque sul territorio, in provincia così come in città. Ma non siamo interessati a festeggiare o esultare per un turno amichevole, le convenzioni così come le primarie, non vanno viste in un’ottica agonistica, ma come un sereno e pacato confronto tra compagni di uno stesso partito. Portiamo a casa un buon risultato, una tappa di un lungo percorso che ci porterà alla sfida vera, quelle delle politiche».
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