il m5s della val d’enza: «un pasticcio del pd»
«Tassa rifiuti, cifre in extremis e i sindaci non sanno rispondere»
MONTECCHIO. M5S all’attacco sulla tassa rifiuti. «In questi giorni tutti i consigli comunali hanno approvato il piano finanziario Tari con relative tariffe, tutte in aumento con indici diversi da...
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MONTECCHIO. M5S all’attacco sulla tassa rifiuti. «In questi giorni tutti i consigli comunali hanno approvato il piano finanziario Tari con relative tariffe, tutte in aumento con indici diversi da Comune a Comune – affermano Natascia Cersosimo, Mauro Caldini e Luca Silvio Zanchin, consiglieri comunali M5S rispettivamente a Cavriago, Montecchio e San Polo –. Quello che non si dice però è la totale mancanza di democrazia a cui abbiamo assistito. Iren e Atersir hanno consegnato i documenti necessari tra cui la delibera Atersir numero 25 del 24 marzo 2017 a soli 2/3 giorni dal consiglio comunale. Ovviamente queste delibere contengono una mole di calcoli e numeri che non possono essere analizzati in così breve tempo. Questo è un problema che riguarda anche la maggioranza, perché durante la seduta consigliare sono state portate domande anche abbastanza banali da parte nostra, come ad esempio i costi della delibera Atersir diversi da quelli del Piano finanziario del Comune da approvare. Ci siamo sentiti rispondere che a loro non risulta, negando l’evidenza; oppure di rivolgersi all’ufficio di competenza per queste domande, quando invece per l’assessore e il sindaco dovrebbe essere chiaro il motivo della forte incongruenza. Prova che neanche gli assessori e i sindaci hanno avuto il tempo di studiarsi le tabelle allegate alle delibere, atto molto grave secondo noi».
I 5 Stelle segnalano poi «la mancata giustificazione al fatto che, aumentando la differenziata, aumenti anche la tassa, un vero enigma a cui vorremmo tanto risposte plausibili da parte di Iren. Si parla del contributo Conai senza sapere che solo il 40% del materiale riciclato venduto torna ai Comuni sotto forma di denaro, perché il rimanente 60% resta al baraccone Conai per mantenere i dipendenti da 70000 euro annui e i dirigenti che in un anno ci costano più di 1 milione di euro. Avete sentito i sindaci sollevare questo problema o opporsi a questo sistema? Sicuramente no! Come è logico che sia, essendo Iren e i suoi affiliati il poltronificio per gli amministratori uscenti. Quest'anno abbiamo assistito ad un vero pasticcio all’italiana, o del Pd, nell’approvazione delle tariffe rifiuti in Emilia Romagna, tra delibere ritirate (Savignano e Ferrara), ricorsi al Tar (Forlì) e pregiudiziali discusse in consiglio (Montecchio, Fiorano e altri); sindaci che non ci stanno a questi aumenti immotivati, visto l’aumento di capitale Iren, e che quindi decidono di impugnare la delibera con le nuove tariffe. Ovviamente non nel Reggiano, dove invece i sindaci subiscono passivamente, approssimando scuse su costi di trasporto, o addirittura imputando la ragione di ciò alla chiusura dell’inceneritore di Reggio, come se fosse una cosa negativa di cui tutta la comunità dovrebbe pentirsi amaramente, non rendendosi conto che già tutta l’Emilia Romagna deve fare i conti con l’aria irrespirabile e soglie di inquinamento oltre i limiti consentiti. Quindi non lamentiamoci se le tariffe Iren sono sempre in aumento nonostante siano ridotti al minimo i giri di raccolta di umido, verde e indifferenziato; se la qualità dell’aria è pessima; se più produco meno guadagno; se non abbiamo nessuna funzione di controllo e propositiva per ciò che riguarda Iren e Atersir, perché questa è la democrazia di chi ci amministra».
I 5 Stelle segnalano poi «la mancata giustificazione al fatto che, aumentando la differenziata, aumenti anche la tassa, un vero enigma a cui vorremmo tanto risposte plausibili da parte di Iren. Si parla del contributo Conai senza sapere che solo il 40% del materiale riciclato venduto torna ai Comuni sotto forma di denaro, perché il rimanente 60% resta al baraccone Conai per mantenere i dipendenti da 70000 euro annui e i dirigenti che in un anno ci costano più di 1 milione di euro. Avete sentito i sindaci sollevare questo problema o opporsi a questo sistema? Sicuramente no! Come è logico che sia, essendo Iren e i suoi affiliati il poltronificio per gli amministratori uscenti. Quest'anno abbiamo assistito ad un vero pasticcio all’italiana, o del Pd, nell’approvazione delle tariffe rifiuti in Emilia Romagna, tra delibere ritirate (Savignano e Ferrara), ricorsi al Tar (Forlì) e pregiudiziali discusse in consiglio (Montecchio, Fiorano e altri); sindaci che non ci stanno a questi aumenti immotivati, visto l’aumento di capitale Iren, e che quindi decidono di impugnare la delibera con le nuove tariffe. Ovviamente non nel Reggiano, dove invece i sindaci subiscono passivamente, approssimando scuse su costi di trasporto, o addirittura imputando la ragione di ciò alla chiusura dell’inceneritore di Reggio, come se fosse una cosa negativa di cui tutta la comunità dovrebbe pentirsi amaramente, non rendendosi conto che già tutta l’Emilia Romagna deve fare i conti con l’aria irrespirabile e soglie di inquinamento oltre i limiti consentiti. Quindi non lamentiamoci se le tariffe Iren sono sempre in aumento nonostante siano ridotti al minimo i giri di raccolta di umido, verde e indifferenziato; se la qualità dell’aria è pessima; se più produco meno guadagno; se non abbiamo nessuna funzione di controllo e propositiva per ciò che riguarda Iren e Atersir, perché questa è la democrazia di chi ci amministra».
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