E il Piano di gestione del lupo è fermo
VENTASSO. Sembrava incombente e invece è da mesi rinviato il nuovo piano-lupo che, secondo le intenzioni del ministero dell’Ambiente, introdurrà nuove linee guida per la gestione del predatore, che...
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VENTASSO. Sembrava incombente e invece è da mesi rinviato il nuovo piano-lupo che, secondo le intenzioni del ministero dell’Ambiente, introdurrà nuove linee guida per la gestione del predatore, che coniughino la salvaguardia della specie e le attività degli allevatori. Il piano avrebbe dovuto introdurre anche la possibilità dell’abbattimento selettivo di una piccola percentuale della specie. Ma la conferenza Stato Regioni non ha più discusso il Piano di conservazione e gestione del lupo.
Un rinvio che però non spegne dibattito e polemiche. Il Wwf sottolinea che «mentre non si prendono iniziative in merito, nei boschi italiani continua il massacro di lupi da parte dei bracconieri e Regioni come la Toscana chiedono addirittura l'abbattimento di 500 dei 600 lupi. Noi continuiamo a chiedere l’approvazione del Piano, con lo stralcio degli abbattimenti ma puntando su lotta al bracconaggio, interventi per la prevenzione, equi risarcimenti per li allevatori e contrasto al randagismo canino e all'ibridazione cane-lupo».
Anche la Regione Emilia-Romagna ha approvato due risoluzioni di Pd e M5s che chiedono di stralciare dal Piano gli abbattimenti selettivi (contenuti nel 5% degli esemplari) necessari secondo allevatori e coltivatori. L’assessore alle Politiche agricole Simona Caselli ha affermato che «il problema della gestione del lupo è anzitutto l’esiguità delle risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato». Un tema su cui si è espresso anche il personale del Wolf Appennine Center del Parco nazionale dell’Appennino: «Sono necessarie risorse economiche adeguate a favore della salvaguardia degli allevamenti al pascolo, e per un monitoraggio e una prevenzione efficaci». (l.t.)
Un rinvio che però non spegne dibattito e polemiche. Il Wwf sottolinea che «mentre non si prendono iniziative in merito, nei boschi italiani continua il massacro di lupi da parte dei bracconieri e Regioni come la Toscana chiedono addirittura l'abbattimento di 500 dei 600 lupi. Noi continuiamo a chiedere l’approvazione del Piano, con lo stralcio degli abbattimenti ma puntando su lotta al bracconaggio, interventi per la prevenzione, equi risarcimenti per li allevatori e contrasto al randagismo canino e all'ibridazione cane-lupo».
Anche la Regione Emilia-Romagna ha approvato due risoluzioni di Pd e M5s che chiedono di stralciare dal Piano gli abbattimenti selettivi (contenuti nel 5% degli esemplari) necessari secondo allevatori e coltivatori. L’assessore alle Politiche agricole Simona Caselli ha affermato che «il problema della gestione del lupo è anzitutto l’esiguità delle risorse finanziarie messe a disposizione dallo Stato». Un tema su cui si è espresso anche il personale del Wolf Appennine Center del Parco nazionale dell’Appennino: «Sono necessarie risorse economiche adeguate a favore della salvaguardia degli allevamenti al pascolo, e per un monitoraggio e una prevenzione efficaci». (l.t.)
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