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«Manca un controllo sulle coop» 

«Manca un controllo sulle coop» 

Grandinetti: «Non c’è percezione, poi i problemi esplodono»

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REGGIO EMILIA. Come prevede la legge, in automatico la sezione fallimentare smista copia degli atti alla procura relativi alle procedure in corso e in ambito penale viene aperto un fascicolo a modello 45 (senza ipotesi di reato e senza indagati).
In questi anni è accaduto per i quattro colossi cooperativi dell’edilizia reggiana (Cmr, Orion, Coopsette e Unieco) e la procura sta tenendo monitorata la situazione per vedere se andranno in porto i concordati o le liquidazioni coatte. «Ma quanto sta avvenendo a Reggio – commenta il procuratore Giorgio Grandinetti – dimostra come manchi un’efficace attività di controllo sulle cooperative. È una grossa lacuna. Non è possibile che se non interviene la magistratura penale non vi sia altro. C’è da pensare che o vi sono negligenze o incapacità, oppure che il nostro sistema è inadeguato. Manca un osservatorio più attrezzato su queste grandi società, visto che non se ne ha percezione di quello che sta avvenendo, poi però i problemi esplodono. Da parte nostra – termina – al momento prendiamo atto di quello che sta accadendo nel mondo cooperativo reggiano, poi vedremo dove porteranno le procedure imboccate». La vigilanza si concretizza soprattutto in un’attività ispettiva svolta in sede di revisione periodica, a cadenza annuale o biennale, a seconda delle caratteristiche e delle dimensioni delle coop. Al ministero dello Sviluppo economico è affidato il compito di ispezione ordinaria e straordinaria delle cooperative. Nei casi in cui però le cooperative siano iscritte ad associazioni giuridicamente riconosciute (nel caso reggiano è Legacoop), le ispezioni sono effettuate dalle associazioni e non è più compito ministeriale.(t.s.)

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