Operativa la fusione con il Banco Cooperativo
di Luciano Salsi
La prima assemblea plenaria il 23 aprile al palasport di Casalecchio Spetterà al nuovo cda decidere i trasferimenti del personale e dei dirigenti
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REGGIO EMILIA. Si svolgerà il 23 aprile nel palazzo dello sport di Casalecchio di Reno la prima assemblea plenaria della nuova Emil Banca, risultante dalla fusione fra l'omonima banca cooperativa bolognese e il nostro Banco Cooperativo Emiliano. Vi sarà eletto il nuovo consiglio d'amministrazione, nel quale dovrebbero entrare anche i cinque candidati nominati in febbraio dall'ultima assemblea dei soci della banca reggiana, Paride Barani, Alessandro Greco, Carlo Malvolti, Paola Pizzetti e Giovanni Spagna. Si tratta di nomi nuovi, estranei allo storico gruppo dirigente. Greco, Malvolti e Paola Pizzetti erano entrati nel consiglio d'amministrazione un anno fa. Quest'ultima è candidata alla vicepresidenza della nuova banca, che manterrà al vertice i numeri uno e due di Emil Banca, il presidente Giulio Magagni e il vicepresidente con funzione vicaria Graziano Massa. Rimarrà fuori, almeno per ora, il presidente del Banco Cooperativo Emiliano, Giuseppe Alai, che ha deciso di non candidarsi. Le vecchie insegne, che ancora si vedono sulle sedi del Banco cooperativo, saranno progressivamente sostituite con quelle di Emil Banca. Spetterà al nuovo consiglio d'amministrazione, fra un mese, avviare le modifiche dell'organigramma, con trasferimenti del personale e dei dirigenti.
La fusione della vecchia Emil Banca bolognese con il Banco cooperativo emiliano era stata approvata in via definitiva in febbraio dalle assemblee separate dei due istituti di credito. Ieri è divenuta operativa. Per i dipendenti e i clienti, però, ancora nulla è cambiato. La dote conferita dal Banco cooperativo emiliano è cospicua: quasi un miliardo di impieghi, ripuliti dalle sofferenze grazie all'intervento del Fondo temporaneo delle banche di credito cooperativo, e 38 sportelli, di cui 27 in provincia di Reggio, 5 nel parmense, 4 nel modenese e due nel mantovano. Grazie al matrimonio s'è venuta a formare la più grande banca di credito cooperativo del Centro-nord, la seconda in Italia, con un capitale sociale di oltre 97 milioni, impieghi lordi per 2,7 miliardi, una raccolta totale di circa 4,7 miliardi, un patrimonio complessivo di circa 306 milioni, una massa amministrata superiore ai sette miliardi. La nuova Emil Banca conta complessivamente 84 filiali nelle province di Bologna (40), Reggio (27), Modena (5), Parma (5), Ferrara (5) e Mantova (2), 17mila clienti, 44mila soci e oltre 700 dipendenti. La fusione era stata approvata in via definitiva all'inizio di febbraio dalle assemblee straordinarie delle due banche. Quella reggiana s'era svolta alle Fiere di Reggio con la partecipazione di 2.814 soci (1.444 presenti in sala e 1.370 rappresentati per delega). I voti favorevoli erano stati 2.786, i contrari 17 e 11 le astensioni. Nella relazione introduttiva era stato sottolineata l'efficacia determinante dell'intervento del Fondo temporaneo, che aveva stanziato in totale 126,5 milioni. Oltre ai 30 milioni concessi alla nuova banca, ne erano destinati al Banco cooperativo emiliano 96,5, suddivisi fra i 66,5 finalizzati all'acquisto delle sofferenze e i 30 utilizzati per la sottoscrizione di uno strumento patrimonale redimibile. In tal modo la banca reggiana è stata alleggerita dal peso delle sofferenze acquisite alla fine del 2013 con l'incorporazione della Banca di Cavola e Sassuolo.
La fusione della vecchia Emil Banca bolognese con il Banco cooperativo emiliano era stata approvata in via definitiva in febbraio dalle assemblee separate dei due istituti di credito. Ieri è divenuta operativa. Per i dipendenti e i clienti, però, ancora nulla è cambiato. La dote conferita dal Banco cooperativo emiliano è cospicua: quasi un miliardo di impieghi, ripuliti dalle sofferenze grazie all'intervento del Fondo temporaneo delle banche di credito cooperativo, e 38 sportelli, di cui 27 in provincia di Reggio, 5 nel parmense, 4 nel modenese e due nel mantovano. Grazie al matrimonio s'è venuta a formare la più grande banca di credito cooperativo del Centro-nord, la seconda in Italia, con un capitale sociale di oltre 97 milioni, impieghi lordi per 2,7 miliardi, una raccolta totale di circa 4,7 miliardi, un patrimonio complessivo di circa 306 milioni, una massa amministrata superiore ai sette miliardi. La nuova Emil Banca conta complessivamente 84 filiali nelle province di Bologna (40), Reggio (27), Modena (5), Parma (5), Ferrara (5) e Mantova (2), 17mila clienti, 44mila soci e oltre 700 dipendenti. La fusione era stata approvata in via definitiva all'inizio di febbraio dalle assemblee straordinarie delle due banche. Quella reggiana s'era svolta alle Fiere di Reggio con la partecipazione di 2.814 soci (1.444 presenti in sala e 1.370 rappresentati per delega). I voti favorevoli erano stati 2.786, i contrari 17 e 11 le astensioni. Nella relazione introduttiva era stato sottolineata l'efficacia determinante dell'intervento del Fondo temporaneo, che aveva stanziato in totale 126,5 milioni. Oltre ai 30 milioni concessi alla nuova banca, ne erano destinati al Banco cooperativo emiliano 96,5, suddivisi fra i 66,5 finalizzati all'acquisto delle sofferenze e i 30 utilizzati per la sottoscrizione di uno strumento patrimonale redimibile. In tal modo la banca reggiana è stata alleggerita dal peso delle sofferenze acquisite alla fine del 2013 con l'incorporazione della Banca di Cavola e Sassuolo.
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