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Unieco, sul disastro Reggio tace: ecco la nostra domanda

di Evaristo Sparvieri
Unieco, sul disastro Reggio tace: ecco la nostra domanda

Dalla politica alla dirigenza Legacoop nessuna dichiarazione ufficiale sul dissesto In ballo solo con Unieco il futuro di un migliaio di soci, fra pensionati e lavoratori

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REGGIO EMILIA. “Perché il suo lungo silenzio sul tracollo di Unieco, che segue quelli di Coopsette, Orion e Cmr?”. La domanda è solo una. Ed è solo a partire da una risposta a questo interrogativo che si potrà cominciare a formulare davvero un’analisi ragionata. Non solo per ricostruire cosa è successo finora, quel disastro sotto gli occhi di tutti che ha seminato macerie.

Ma anche per capire dove stiamo andando in questo momento, dopo che la lunga scia di tracolli ha segnato nell’ordine la fine di Cmr di Reggiolo, Orion di Cavriago, Coopsette di Castelnovo Sotto e, ultima ma non meno importante, Unieco di Reggio. Un disastro che complessivamente ha lasciato sul campo debiti per 1,5 miliardi e risparmi bruciati per 70 milioni, coinvolgendo circa 4.750 soci e interessando 1.500 posti di lavoro.

Il dissesto è partito da lontano. Ed è arrivato fino ai giorni nostri con la coda velenosa della liquidazione coatta del colosso di via Ruini, sufficiente da solo a mettere in ginocchio un migliaio di soci (fra i quali 700 pensionati) e 450 lavoratori.

Economia, occupazione, politica. Non una parola su questa morte annunciata. Neanche una riga al riguardo, in quel flusso ininterrotto di mail, comunicati e telefonate che da sempre contraddistingue il lavoro di una redazione, chiamata invece tutti i giorni a partecipare a eventi di ogni tipo. E, ogni giorno, sollecitata a pubblicare dichiarazioni su ogni genere di argomento.

E allora la domanda da cui partire diventa una: “Perché il suo lungo silenzio sul tracollo di Unieco, che segue quelli di Coopsette, Orion e Cmr?”. La rivolgiamo singolarmente a sette persone che, per ruolo, responsabilità o vicinanza al mondo della cooperazione, dovrebbe essere chiamato a dare risposte il prima possibile, anche su errori del passato.

Il motivo? È adesso che si stanno pagando le conseguenze. Ed è ora che le risposte rappresentano un’esigenza, per i soci e i lavoratori. In una parola, per i reggiani: un’opinione pubblica delle cui preoccupazioni la Gazzetta decide di farsi carico, girando il quesito a quanti, per ruolo e responsabilità, sono già consapevoli di non poter limitare le proprie funzioni solo a tagli di nastri e tavole rotonde. O, per la stessa consapevolezza, di non poter correre il rischio che il silenzio venga scambiato per indifferenza o imbarazzo. “Perché il suo lungo silenzio sul tracollo di Unieco, che segue quelli di Coopsette, Orion e Cmr?”.

Una domanda sulla quale finora – senza una vera risposta – è arrivata la sola replica del vicepresidente Legacoop Emilia Ovest, Luca Bosi, attraverso la scelta di pubblicare un post su Facebook, taggando la Gazzetta: «Si condanna anche il silenzio di Legacoop di questi giorni – uno dei suoi passaggi – senza pensare per un attimo che un’istituzione è bene intervenga quando ogni aspetto sarà veramente ben chiarito, perché ad esempio ad oggi un liquidatore nominato non c’è».
Ecco chi contatteremo.

1 ANDREA COSTA
Segretario provinciale del Pd.

2 GUIDO MORA
Segretario provinciale della Cgil.

3 GIAMMARIA MANGHI
Presidente della Provincia.

4 ANDREA VOLTA
Presidente Legacoop Emilia Ovest.

5 LUCA VECCHI
Sindaco di Reggio Emilia.

6 SIMONA CASELLI
Assessore regionale e già presidente di Legacoop Emilia Ovest

7 MAURO CASOLI
Ex presidente Unieco per 21 anni

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