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Un passaggio segreto dietro l’armadio portava alla “maria” 

di Ambra Prati
Un passaggio segreto dietro l’armadio portava alla “maria” 

Canossa: 45enne incappa in un controllo stradale dell’Arma Nel sottotetto una piccola serra. Arrestato, va ai domiciliari

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CANOSSA. Una “stanza segreta”, accessibile solo attraverso un armadio guardaroba con la parete posteriore rimovibile, conduceva ad una piccola serra per la coltivazione della marijuana. È quanto i carabinieri della stazione di Casina, hanno scoperto nell’abitazione di un pittore 45enne di Canossa, arrestato con l’accusa di detenzione a fini di spaccio e coltivazione di sostanze stupefacenti.
L’origine dei fatti nella notte tra domenica e lunedì quando, intorno alle ore 2.30, una pattuglia della stazione di Casina, durante un consueto servizio di perlustrazione, ha fermato e controllato in via Val d’Enza Nord a Canossa un’auto condotta dal 45enne: quest’ultimo è stato trovato in possesso di un contenitore in plastica contenente della marijuana.
La condotta dell’uomo, in un primo tempo reticente, si è trasformata in collaborazione quando i carabinieri hanno espresso l’intenzione di andare a casa sua per un “approfondimento”. A quel punto il 45enne ha dichiarato “in anticipo” di essere in possesso di altra marijuana.
In effetti, la perquisizione domiciliare dei carabinieri ha portato a localizzare, all’interno dell’armadio guardaroba, una porticina: dietro gli abiti di un’anta in basso era stato ricavato, tramite una parete in cartongesso, un passaggio segreto che conduceva in un piccolo locale del sottotetto, dove l’uomo aveva ricavato una mini-serra.
All’interno della piccola serra artigianale, in una porzione del sottotetto, i carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato 8 piantine, per un peso complessivo di circa due etti di marijuana, oltre a materiale per la pesatura, il confezionamento e la coltivazione, nonché l’attrezzatura necessaria per la serra: lampade alogene, termostati, ventilatori e anche una vasca per l’irrigazione automatica.
Il 45enne è finito in manette e ristretto nel carcere reggiano di via Settembrini.
Ieri mattina l’uomo è comparso in tribunale a Reggio per l’udienza di convalida. L’imputato, incensurato e assistito dall’avvocato difensore Stefania Martino, ha risposto alle domande. Ha dichiarato di essere un artista: dipinge quadri, anche se la sua occupazione principale (che ha perso sei mesi fa) è un’altra. Economicamente sostenuto dai genitori, il 45enne ha ammesso di aver allestito la serra nella casa di proprietà dei genitori, ma ha negato con forza lo spaccio, affermando che “l’erba” era riservata al consumo personale.
Il pm Maria Rita Pantani ha chiesto la custodia cautelare in carcere e il sequestro dell’immobile. Richiesta rigettata dal giudice monocratico Andrea Rat, che ha convalidato l’arresto e concesso i domiciliari, nell’abitazione dei genitori in città. «E’ stato contestato il reato di spaccio – afferma l’avvocato Martino –. In realtà, nella versione del mio assistito, creduta dal giudice, rimane la detenzione». La difesa ha chiesto il giudizio abbreviato, che si celebrerà il 20 aprile prossimo.
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