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Dragaggio straordinario del Po per far fronte al rischio siccità

Dragaggio straordinario del Po per far fronte al rischio siccità

BORETTO. Il caldo da record del mese di marzo e dei primi giorni di aprile, secondo soltanto a quello del 2012 con punte di 26 gradi e 13-15 millimetri di pioggia caduta, rappresenta un fatto...

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BORETTO. Il caldo da record del mese di marzo e dei primi giorni di aprile, secondo soltanto a quello del 2012 con punte di 26 gradi e 13-15 millimetri di pioggia caduta, rappresenta un fatto eccezionale che ha portato quasi l’80% di precipitazioni in meno rispetto alla media del periodo.
Un dato da non sottovalutare soprattutto per le colture. La siccità potrebbe diventare preoccupante se la tendenza non s’invertirà fra la fine del mese in corso e quello di maggio e per queste ragioni la richiesta irrigua da parte delle imprese agricole reggiane è diventata sempre più crescente. Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale si è reso subito interprete delle necessità manifestata con un’operazione per incrementare in modo rapido la quantità di acqua disponibile per le colture tipiche.
In stretta sinergia e sotto alta sorveglianza di Aipo il Consorzio ha infatti provveduto, mediante l’impiego di un’imponente draga, a spostare fisicamente una ingente quantità di sabbie dall’alveo del fiume Po che avevano creato una caratteristica penisola di quasi 200 metri di lunghezza. Questo corposo tratto di fanghiglia limacciosa (che negli ultimi tempi si è formato in diversi punti del corso borettese del Po) impediva che i due impianti idrovori di sollevamento dell’Emilia Centrale a Boretto potessero derivare i flussi per poi, attraverso la fitta rete di bonifica in gestione ai due Consorzi dell’Emilia Centrale e di Terre di Gonzaga, consegnarli alle aziende agricole reggiane, modenesi e mantovane che ne avevano e ne hanno tutt’ora grande necessità.
L’operazione è durata circa tre giorni e ora il punto di insabbiamento e deposito che ostruiva la derivazione è stato completamente liberato a beneficio delle pompe idrovore che hanno ripreso a pieno ritmo la loro funzione garantendola fornitura dell’acqua in un comprensorio di circa 140mila ettari vocato a produzioni di pregio (non solo Parmigiano Reggiano ma anche vino, pere e tanto altro). (a.v.)

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