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La storia di Paolo, pilota d’aereo a 80 anni in volo sui cieli reggiani  

Luigi Vinceti
La storia di Paolo, pilota d’aereo a 80 anni in volo sui cieli reggiani  

Paolo Massera ha preso il brevetto al Campovolo: «Ogni volta lassù è un sogno che si avvera»

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REGGIO EMILIA . La passione per il volo non ha età. C’è chi compie trasvolate oceaniche ancor prima di andare a scuola e chi addirittura ottiene il brevetto per guidare un aereo quando non ha nemmeno l’età per condurre l’auto.

Proprio un paio di giorni fa abbiamo segnalato la bravura di due gemelli 17enni, Marco e Davide Ciriaco, che hanno superato l’esame per il brevetto di volo. Lo hanno fatto seguendo con scrupolosa attenzione gli insegnanti della Top Gun Fly School che operano nel Campovolo reggiano grazie a due borse di studio titolate al compianto fondatore della scuola Vincenzo Baroni.

Ora, lassù, potranno incrociare un alto pilota che non è proprio un loro coetaneo. Parliamo di Paolo Massera, che di anni ne ha 83 e mezzo e che ormai da un decennio è stato abilitato a sedere alla cloche di un velivolo.
Lo abbiamo scovato e per un attimo è parso un po’ restio a raccontare di questa sua abilità, ma poi non ha potuto continuare a celare le emozioni che gli regala questo suo straordinario hobby.

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È nato nel 1933 a Fiume e si considera quindi un “figlio della guerra”. Mai avrebbe però immaginato di condurre lui stesso uno di quei giganti che da fanciullo vedeva solcare, minacciosi, il cielo.

«Ho fatto vari mestieri – racconta – l’ultimo dei quali collegato alle attività informatiche. Sono un profugo giuliano e ammetto che già dai cinquant’anni, a Casale Monferrato, mi lanciavo nel vuoto come paracadutista. Poi sono arrivato in provincia di Parma, terra di origine di mio padre; sono l’ultimo di otto fratelli e mi è rimasta solo una sorella. Quando ho superato la soglia dei 70 anni mi sono detto: perché privarmi del piacere di volteggiare nel cielo?».

Così ha cominciato a informarsi sui luoghi dove poter esercitare la sua passione. E alla fine ha scelto la nostra città.

«Ho saputo che al Campovolo di Reggio Emilia c’era gente esperta – continua il pilota – e sin dal primo impatto mi sono trovato assolutamente bene. Fatto sta che mi sono dedicato allo studio ed ho ottenuto il brevetto: ormai sono passati dieci anni. Lassù per me è fantastico e conto di andarci ancora per un bel po’ di tempo. Sono emozioni che ti riempiono la vita. Capisco quei giovani, che però conosco poco, che hanno voluto sperimentare subito il piacere che si prova a librarsi nell’aria. Ogni volta è un sogno che si avvera».
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