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IL GRUPPO DI BIBBIANO 

Olmedo sbarca in Messico con le sue prime 53 ambulanze

Olmedo sbarca in Messico con le sue prime 53 ambulanze

REGGIO EMILIA. Un nuovo traguardo raggiunto dal gruppo Olmedo. L’azienda del Ghiardo di Bibbiano grazie alla business unit Ambulance Division affronta con successo anche il mercato internazionale,...

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REGGIO EMILIA. Un nuovo traguardo raggiunto dal gruppo Olmedo. L’azienda del Ghiardo di Bibbiano grazie alla business unit Ambulance Division affronta con successo anche il mercato internazionale, aprendosi le porte del Messico.
Con il brand Aricar oltre Oceano saranno fornite 53 ambulanze da soccorso avanzato su base Fiat ducato X2-50 motorizzate con propulsori 150 cv. Un nuovissimo vettore d’emergenza selezionato come il più innovativo, tecnologicamente avanzato e inserito sotto il profilo qualitativo tra gli undici player mondiali.
Il gruppo Olmedo ha centrato il successo grazie al nuovo allestimento Aricar Life2 con tecnologia X-link di interfaccia ambulanza/ospedale/utente e con un sistema cloud per tele assistenza e pianali Line-x di derivazione militare
La prima fornitura sarà di 53 mezzi con possibilità di ordini di oltre 300 veicoli all’anno. Le ambulanze sono destinate a Città del Messico e saranno contestualmente presentate al governo locale con il grande assenso di Fca/Dodge negli Stati Uniti. «Siamo molto soddisfatti di questa operazione – spiega Luca Quintavalli vice presidente del gruppo Olmedo – perché ci permette di esplorare nuovi mercati, ma soprattutto conferma come il progetto iniziato lo scorso anno con l’acquisizione di Aricar stia raggiungendo livelli di apprezzamento inaspettati».
Giovanni Tarabelloni, anima tecnica e progettuale di Safety 2, conferma: «Si tratta del miglior compromesso qualità/prezzo nell’ambito dell’emergenza sanitaria mai sviluppato dalle officine Aricar degli ultimi 20 anni; questo grazie all’adozione di tecnologie e materiali innovativi ed al nuovo concept di assemblaggio time saver».
Per il gruppo Olmedo la rete internazionale si allarga anche perché è concreta la possibilità di presentazione lo stesso veicolo negli Stati Uniti. «Stiamo lavorando – aggiunge Quintavalli – per presentare i nostri prodotti a New York introducendo il made in Italy dove forse ancora la cultura del bello, del funzionale e dell’economico è ben lontana dagli standard del mercato europeo: qualsiasi sfida ci troverà pronti ad esprimere il valore di italianità che ha reso le nostre ambulanze le più belle del mondo».

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