Pietra di Bismantova Pronti 318 mila euro per finire il recupero
Castelnovo, Bini annuncia l’arrivo dei fondi per la rupe Dopo i crolli del 2015, l’eremo può tornare allo splendore
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CASTELNOVO MONTI. È stata senz’altro un’attesa lunga, ma le ultime ferite che la Pietra di Bismantova ha subito con il crollo del 13 febbraio 2015 stanno per essere guarite e, anzi, la rupe gioiello dell’Appennino si presenterà meglio di prima: più sicura, ma anche turisticamente più accogliente, con un intervento di riqualificazione nella storica zona degli orti dei benedettini, una suggestiva area verde alle pendici della montagna reggiana.
A riepilogare la serie di interventi sono il sindaco Enrico Bini e l’assessore al Turismo Chiara Borghi. Afferma Bini: «Nella giornata di venerdì ho emesso un’ordinanza che riduce la cosiddetta “Zona rossa” della Pietra, ovvero quell’area rimasta chiusa dopo il crollo del febbraio 2015. Questo provvedimento consentirà al comitato per il restauro dell’eremo di portare a conclusione i lavori interrotti nel febbraio 2015, potendo accedere alla struttura. L’ordinanza segue i due stralci dell’intervento per la demolizione e il consolidamento di lame di roccia che evidenziavano rischi di possibili crolli a causa di quello di due anni fa. Le pareti nord-est, sud-est e una porzione del Pilastro “Kreuz”, sovrastanti il sagrato dell'eremo, sono state oggetto di questi interventi, mentre la parete nord-est, sovrastante la canonica e i locali adibiti ad abitazione dei monaci, è stata oggetto di lavorazioni temporanee e di tamponamento delle criticità. I lavori effettuati rappresentano una significativa diminuzione del pericolo, che nella zona dell'eremo risulta attualmente inferiore a quello presente prima del crollo del febbraio 2015».
Inoltre venerdì la Regione ha annunciato un ulteriore, importante stanziamento su Bismantova. «L’Assessore regionale Paola Gazzolo – prosegue Bini – ha ufficializzato l’arrivo di 318 mila euro, che serviranno al completamento della messa in sicurezza della rupe. Gli ultimi lavori consentiranno di riaprire del tutto la zona rossa, con il massimo grado di sicurezza raggiungibile, tenendo nel dovuto conto che stiamo sempre parlando di una montagna che presenta particolarità e caratteristiche uniche».
Chiara Borghi spiega invece il progetto di valorizzazione turistica e il recupero per una zona che ha una forte valenza ambientale e storica: quella degli orti dei Monaci Benedettini, una vasta area boschiva sotto la rupe, accessibile partendo da Piazzale Dante.
«La finalità dell’intervento è quella riscoprire il valore naturalistico ed ecologico del paesaggio di questa zona, migliorando la possibilità di accesso, ma anche la fruizione didattica, turistica e di svago, la manutenzione della sentieristica – spiega –. L’area oggetto dei lavori presenta una serie di antichi muretti a secco che erano stati realizzati per ottenere dei terrazzamenti, così da coltivare ortaggi e frutti. Oggi è la vegetazione spontanea che ha preso il sopravvento, ma si tratta comunque di un’area verde molto piacevole e affascinante, che consente di ipotizzare l’utilizzo rivolto a turisti e famiglie, scolaresche, chi vuole fare passeggiate e stare nella natura ai piedi di un monumento naturale unico qual è la Pietra. Saranno effettuati comunque interventi attenti, di manutenzione e pulizia del bosco e del sottobosco, sistemazione del piano di calpestio e delle scarpate instabili, mantenendo l’habitat naturale che caratterizza la zona. L’importo dei lavori sarà di circa 130 mila euro, messi anche questi a disposizione attraverso un finanziamento regionale tramite fondi Por Fesr».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
A riepilogare la serie di interventi sono il sindaco Enrico Bini e l’assessore al Turismo Chiara Borghi. Afferma Bini: «Nella giornata di venerdì ho emesso un’ordinanza che riduce la cosiddetta “Zona rossa” della Pietra, ovvero quell’area rimasta chiusa dopo il crollo del febbraio 2015. Questo provvedimento consentirà al comitato per il restauro dell’eremo di portare a conclusione i lavori interrotti nel febbraio 2015, potendo accedere alla struttura. L’ordinanza segue i due stralci dell’intervento per la demolizione e il consolidamento di lame di roccia che evidenziavano rischi di possibili crolli a causa di quello di due anni fa. Le pareti nord-est, sud-est e una porzione del Pilastro “Kreuz”, sovrastanti il sagrato dell'eremo, sono state oggetto di questi interventi, mentre la parete nord-est, sovrastante la canonica e i locali adibiti ad abitazione dei monaci, è stata oggetto di lavorazioni temporanee e di tamponamento delle criticità. I lavori effettuati rappresentano una significativa diminuzione del pericolo, che nella zona dell'eremo risulta attualmente inferiore a quello presente prima del crollo del febbraio 2015».
Inoltre venerdì la Regione ha annunciato un ulteriore, importante stanziamento su Bismantova. «L’Assessore regionale Paola Gazzolo – prosegue Bini – ha ufficializzato l’arrivo di 318 mila euro, che serviranno al completamento della messa in sicurezza della rupe. Gli ultimi lavori consentiranno di riaprire del tutto la zona rossa, con il massimo grado di sicurezza raggiungibile, tenendo nel dovuto conto che stiamo sempre parlando di una montagna che presenta particolarità e caratteristiche uniche».
Chiara Borghi spiega invece il progetto di valorizzazione turistica e il recupero per una zona che ha una forte valenza ambientale e storica: quella degli orti dei Monaci Benedettini, una vasta area boschiva sotto la rupe, accessibile partendo da Piazzale Dante.
«La finalità dell’intervento è quella riscoprire il valore naturalistico ed ecologico del paesaggio di questa zona, migliorando la possibilità di accesso, ma anche la fruizione didattica, turistica e di svago, la manutenzione della sentieristica – spiega –. L’area oggetto dei lavori presenta una serie di antichi muretti a secco che erano stati realizzati per ottenere dei terrazzamenti, così da coltivare ortaggi e frutti. Oggi è la vegetazione spontanea che ha preso il sopravvento, ma si tratta comunque di un’area verde molto piacevole e affascinante, che consente di ipotizzare l’utilizzo rivolto a turisti e famiglie, scolaresche, chi vuole fare passeggiate e stare nella natura ai piedi di un monumento naturale unico qual è la Pietra. Saranno effettuati comunque interventi attenti, di manutenzione e pulizia del bosco e del sottobosco, sistemazione del piano di calpestio e delle scarpate instabili, mantenendo l’habitat naturale che caratterizza la zona. L’importo dei lavori sarà di circa 130 mila euro, messi anche questi a disposizione attraverso un finanziamento regionale tramite fondi Por Fesr».
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