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Porcilaie, il sindaco diserta l’assemblea 

Porcilaie, il sindaco diserta l’assemblea 

Tania Tellini non si presenta all’incontro del comitato Aria pulita sull’ampliamento dell’allevamento e sull’impianto biogas

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CADELBOSCO SOPRA. Oltre cento persone hanno preso parte lunedì sera all’assemblea pubblica indetta dal comitato Aria pulita per Cadelbosco nei locali dell’albergo ristorante “Gemmi” a Cadelbosco Sotto. All’incontro erano presenti Claudio Giacca, presidente del comitato oltre a Mauro Ferrari e Pietro Giansoldati. Il sindaco di Cadelbosco Sopra Tania Tellini, nonostante fosse stata invitata per poter esporre le ragioni dell’amministrazione comunale, non si è presentata. La sua assenza è stata presto giustificata dalla proiezione sullo schermo di un volantino che pubblicizzava una riunione, fissata per la stessa sera, alla sala Pucci di Modena, organizzata da Ecodem Emilia Romagna sul tema “Respirare, produrre, abitare, spostarsi. La qualità dell’aria in Emilia Romagna” alla quale era stata invitata ad intervenire la sindaca Tellini. Molti dei presenti si sono stupìti della «coincidenza» dato che nell’assemblea indetta dal comitato si parlava di «problemi ambientali, qualità dell’aria, impianti biogas, allevamenti zootecnici, di casa sua».
Ad aprire la serata è stato Claudio Giacca, presidente del comitato Aria pulita, ha spiegato quello che sta avvenendo a Cadelbosco Sopra con il possibile ampliamento dell’allevamento Aras e la costruzione di due impianti a biogas tra cui uno funzionante a pollina proveniente dal ferrarese. Giacca ha illustrato attraverso una serie di proiezioni di documenti i problemi derivanti da allevamenti suinicoli intensivi con emissione di idrogeno solforato: «Livelli di H2S di allevamenti a scala industriale sono comparabili a quelli tipici di centri di idro-desulfurizzazione del petrolio. La costante puzza di uova marce causa tensione, depressione, stanchezza, confusione e un generale stato di debolezza. Le persone più a rischio sono i bambini e seppur non sono state provate scientificamente correlazioni di iddrogeno solforato con neoplasie, è stato accertato che l'esposizione prolungata a questo inquinante causa gravi danni al Dna».
È stata proiettata anche una foto che riprendeva dall’alto l’allevamento “Le Fontanelle” dove si vedevano chiaramente 17 lagoni e il sito nel quale dovrebbe essere realizzato l’impianto biogas a pollina a poca distanza dallo stoccaggio di mangimi. Giacca ha poi rispolverato dati e tesi di un convegno organizzato da Ecomondo, a Rimini il 7 novembre 2013 sulle emissioni di odori degli allevamenti suinicoli.
Giacca ha poi documentato sugli impianti a biogas e ha illustrato il «parere tecnico-scientifico circa il potenziale rischio comportato per allevamenti avicoli e suinicoli dalla vicinanza di un impianto a biogas a causa della sua alimentazione con pollina» rilasciato dal Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria dell'Università di Milano. «Il far transitare annualmente tonnellate di pollina – si legge nel documento – e farle confluire nel cuore di un territorio ad alta concentrazione suinicola comporta oggettivamente un elevato rischio di diffusione di patogeni».
Infine Giacca ha attaccato il sindaco Tellini per l’autorizzazione dell’impianto biogas: «Il sindaco ha ampia discrezionalità nel valutare la tollerabilità delle emissioni da attività industriali “insalubri” e può ordinarne la chiusura, anche post autorizzazione, per impedire il pericolo per la salute pubblica. Il Consiglio di Stato (sentenza 24/09/13, n. 4687) ha rigettato le doglianze di un allevamento di suini contro il provvedimento del sindaco che ne aveva disposto la chiusura dopo avere richiesto, senza successo, all'allevamento di porre in essere gli accorgimenti tecnici per eliminare le esalazioni nocive». (m.p.)
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