Gazzetta di Reggio

Reggio

Rapita, stuprata e abbandonata in strada per una vendetta  

di Leonardo Grilli
Rapita, stuprata e abbandonata in strada per una vendetta  

Reggio Emilia: la 20enne è stata sequestrata da un camper di nomadi reggiani e violentata per vendetta da una famiglia rivale. Arrestati i due aguzzini: sono padre e figlio

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REGGIO EMILIA. Rapita da casa, sequestrata, violentata e stuprata e infine rapinata della collana che portava al collo. Poi abbandonata in mezzo a una strada di Reggio, sanguinante e quasi esanime, e soccorsa da un passante che ha chiamato il 118. Una vicenda terribile quella che è stata costretta a subire una giovane di appena 20 anni a causa di una accesa rivalità fra due gruppi diversi di nomadi.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della squadra mobile della polizia reggiana, la ragazza sarebbe stata punita per quanto commesso da un familiare, con il quale gli stupratori provenienti da Rovigo, padre e figlio, avevano pesantemente litigato a causa della spartizione della refurtiva dopo un furto.

Una vicenda fatta di degrado, violenza e brutale criminalità che è avvenuta nella notte fra giovedì e venerdì della scorsa settimana e ha avuto la sua conclusione domenica, con un fermo in carcere disposto dal pm Maria Rita Pantani ed eseguito a Rovigo dalla polizia reggiana supportata dai colleghi locali. L’interrogatorio di garanzia, invece, si è tenuto ieri in carcere a Rovigo, di fronte al giudice per le indagini preliminari del tribunale locale, Alessandra Martinelli. I due nomadi, difesi dall’avvocato Andrea Cirillo, devono rispondere a un pesante elenco di imputazioni: violenza sessuale, rapina e sequestro di persona.

Secondo quanto si sta accertando nel corso delle indagini, ad accendere la rivalità fra le due fazioni un disaccordo su come spartirsi una refurtiva. Una vera e propria faida famigliare fra nomadi “puri”, di quelli che si spostano di continuo a bordo dei camper. Finché, per punire il padre rivale, i due stupratori hanno deciso di partire dal Polesine, una zona di Rovigo dove alloggiavano al momento, per colpire la 20enne come vendetta.
E così Alessandro Hametovic, 36 anni, e suo figlio Roky, appena 18enne, hanno rapito la giovane, l’hanno violentata e hanno pesantemente abusato di lei per poi strapparle dal collo la collana. Infine, dopo il rapimento, l’hanno abbandonata in mezzo alla strada a Reggio Emilia. Ora, dopo l’interrogatorio di garanzia, gli atti saranno trasferiti a Reggio, la cui procura è competente per territorio.

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