Unieco, dopo il crollo la politica tentenna
Vecchi, Manghi e Costa intervengono sulla sollecitazione della Gazzetta. Dal sindacato rimandano, Legacoop in attesa della nomina del liquidatore
REGGIO EMILIA. La politica comincia a muoversi, da Legacoop decidono di lavarsi i panni sporchi in casa, senza mantenere fede alla parola data in mattinata, quando hanno rimandato una risposta al pomeriggio. Stiamo ancora aspettando. Il sindacato? Per ora decide di non rispondere, mentre squillano a vuoto i telefoni dell’assessore regionale, Simona Caselli, e di Mauro Casoli, ex presidente Unieco. Contattati fino a metà pomeriggio, non arriva risposta. La domanda era una per tutti: “Perché il suo lungo silenzio sul tracollo di Unieco, che segue quelli di Coopsette, Orion e Cmr?”.
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Prima di ogni analisi è questa la domanda alla quale la Gazzetta ha chiesto di ottenere risposta, di fronte a un tracollo della cooperazione edile reggiana che fra Cmr, Orion, Coopsette e Unieco ha lasciato sul campo debiti per 1,5 miliardi e risparmi bruciati per 70 milioni, coinvolgendo circa 4.750 soci e interessando 1.500 posti di lavoro. Un dissesto partito da lontano ma arrivato fino ai nostri giorni con la coda velenosa della liquidazione coatta di Unieco, sufficiente da sola a mettere in ginocchio un migliaio di soci – fra i quali 700 pensionati – e 450 lavoratori. È notizia che risale a mercoledì scorso, quando nel silenzio della politica, del sindacato e dello stesso mondo della cooperazione, al circolo Pigal è andata in scena la drammatica assemblea dei soci che ha segnato la fine centenaria del colosso di via Ruini.
In silenzio prolungato anche nei giorni successivi, quando la Gazzetta ha continuato dedicare all’argomento ampie pagine di inchieste quotidiane, che continueranno, per far luce sui mille risvolti di un tracollo annunciato. Non un intervento, non una parola e – in modo davvero insolito di fronte ad un dissesto economico e occupazionale di tale portata – non un comunicato da parte quanti sin da oggi sono chiamati a trovare soluzioni.
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La domanda quindi era solo una: “Perché il suo lungo silenzio sul tracollo di Unieco, che segue quelli di Coopsette, Orion e Cmr?”. L’abbiamo posta a sette persone. A cominciare da Mauro Casoli, l’ex presidente Unieco, che all’indomani del tracollo si era già sottratto a ogni spiegazione, limitandosi a non rilasciare «nessun commento». Lo abbiamo sollecitato anche ieri, per telefono e via sms, dalla mattina al pomeriggio. Nessuna risposta. Squillano a vuoto anche i due numeri che circolano in redazione dell’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, ex presidente Legacoop Emilia Ovest, a sua volta contattata anche via sms. Glissa il segretario provinciale Cgil, Guido Mora, che tuttavia si dice disponibile in caso di un’ampia intervista. Il tempo per parlare c’è stato, in questi giorni. Ma la domanda ora è una, uguale per tutti. E solo rispondendo a questa domanda può partire davvero un dibattito, dopo giorni di silenzio immotivato. «La domanda non risponde all’interesse mio e dei lettori», dice Mora, mentre nel corso di un giornata convulsa, trascorsa aggrappati alla cornetta, la politica decide di cominciare a muoversi.
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Il primo a rispondere è il sindaco, Luca Vecchi, nel primissimo pomeriggio: «In questi ultimi mesi – afferma – abbiamo seguito nei limiti delle nostre prerogative la vicenda Unieco da vicino, per capire se c’erano strade per scongiurare il peggio. Restiamo in attesa di capire qual è formalmente la chiusura definitiva di questa partita». Secondo Vecchi, «a questo punto, prima ancora delle analisi su questa vicenda, che certamente avverranno, il nostro impegno, la nostra preoccupazione e la nostra vicinanza sono nei confronti dei lavoratori, dei soci e dei creditori. A tal fine siamo impegnati in stretto coordinamento interstituzionale con i soggetti preposti, in primis la Regione, per verificare quali strumenti possano essere messi in campo per minimizzare l’impatto sociale di questa crisi».
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Alla domanda, intorno alle 17.30 arriva anche la risposta del presidente della Provincia, Giammaria Manghi. E allora: perché il suo lungo silenzio sul tracollo di Unieco, che segue quelli di Coopsette, Orion e Cmr? «Perché ho cercato e cerco di profondere una costante applicazione, per quanto possibile, a quelle che ho ritenuto priorità rispetto ad un pur legittimo e non evitabile “Processo alla tappa”, inteso come analisi critica, per la quale sono pronto ad esprimere opinioni, di quanto accaduto alla cooperazione reggiana con specifico riferimento all’edilizia. Priorità che si sostanziano tuttora nel partecipare in modo attivo ai tavoli di crisi provinciali e regionali, ricercando sino all’ultimo istante possibile soluzioni alternative a liquidazioni o fallimenti, e nel provare a generare motivi di speranza per chi perde il posto di lavoro e va incontro ad un tutt’altro che semplice percorso di ricollocamento professionale. Senza dimenticare l’enorme questione del prestito sociale e dei tanti artigiani dell’indotto, creditori di cifre importanti».
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A stretto giro, si alza dalla panchina anche il segretario provinciale Pd, Andrea Costa: «Il crac di Unieco per qualcuno può essere l’occasione per speculazione politica, per me significa il dramma di centinaia di persone, lavoratori e prestatori», dice. È lo stesso motivo per cui la Gazzetta da giorni sta sollecitando un intervento della politica, che fino ad oggi era latitante. «A me interessa costruire risposte per loro, non alimentare la bagarre da pollaio – aggiunge Costa – Partecipo a una nuova generazione di amministratori e politici che non ha avuto paura di dire la sua sugli errori imprenditoriali compiuti da diverse cooperative, e queste analisi ci sono anche state usate contro. Vogliamo parlarne seriamente? Sono a disposizione».
E LegaCoop? La segretaria del presidente, Andrea Volta, raggiunta in mattinata aveva garantito che saremmo stati ricontattati. Non è avvenuto. Ma Volta aveva già parlato del crac Unieco in un servizio andato in onda proprio sull’emittente del mondo delle coop, ripetendo quanto detto giorni fa sulla Gazzetta dal vicepresidente, Luca Bosi. In sostanza, prima di parlare dalla lega delle cooperative sono in attesa del decreto di nomina del commissario liquidatore. Eloquente il titolo del servizio: “Crac Unieco, Legacoop rompe il silenzio”. Un silenzio che allora c’era davvero.
Aggiornamento. A distanza di un giorno dalla nostra domanda, è arrivata anche la risposta dell'assessore, Simona Caselli, che ha inviato in redazione anche una mail per spiegare i motivi del suo silenzio.
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