Gazzetta di Reggio

Reggio

verba volant

Unieco, una domanda e un giorno di parapiglia

Unieco, una domanda e un giorno di parapiglia

L'editoriale del direttore della Gazzetta, Stefano Scansani, sui silenzi intorno al tracollo del colosso di via Ruini

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Che fatica. In questa provincia tenacemente innamorata delle cooperative, monumento alla cooperazione, appena abbiamo chiesto i motivi del silenzio sul tracollo Unieco (dopo quelli di Cmr, Orion e Coopsette) apriti cielo. Parapiglia, imbarazzi, balbettii, contorcimenti, colpi di tosse e ne parliamo domani. I nostri sette interlocutori, destinatari del quesito, rappresentano un compendio della classe politica, amministrativa, cooperativistica, sindacale del territorio.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15143949:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/04/04/news/sul-disastro-reggio-tace-ecco-la-nostra-domanda-1.15143949]]

Abbiamo chiesto loro dieci sobrie righe di risposta. Molteplici le reazioni di ieri mattina, pomeriggio e sera (la notte porta consiglio). Così, arcigni, abbiamo tenuto fede all’obiettivo di sapere e perciò cercato il campione degli interlocutori telefono per telefono, sms per sms. C’è chi ha rimandato, chi ha tirato fuori scuse, chi ci accusa di innescare la bagarre, chi ci ha chiesto ventiquattro ore per formulare una risposta, chi si è irritato e chi ha giustificato la sua ritrosia perché dieci righe sono poche. Conclusione: il politico ama l’analisi, e ha perso di mira la sintesi.

A fine giornata mi è venuto in mente il catalogo dei santi. Le undicimila vergini, quelle che popolano gli spalti delle vicende terrene. Vedono, sanno, ma sono intoccate. Pare che tutti o quasi abbiano bene in mente la distruzione di patrimoni di lavoro e risparmio di Unieco e altre coop, e ne abbiamo sofferto. In silenzio, oppure perché la sorte per esse è ormai segnata. È roba vecchia.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15143448:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/04/04/news/cooperative-in-crisi-dopo-crac-e-chiusure-altre-coop-e-altri-ruoli-1.15143448]]

Qualcuno, per motivare il suo distacco, infatti, afferma che il legame tra la politica e le cooperative si è allentato e sciolto da tempo. E spinge sempre più indietro l’esistenza attiva di quello sposalizio che il collega Paolo Cagnan aveva definito “duopolio reggiano”.

Storicizzare vuol dire consegnare al passato, buttare all’indietro. Mi è stato detto che con il Pd questa relazione non c’è, che era già stecchita con i Ds, che è necessario tornare al partitone comunista pre-occhettiano o pre-berlingueriano per rintracciare quelle porte girevoli che avevo evocato domenica. Cioè i politici contemporanei nulla hanno a che fare col duopolio.

Quando il duopolio imperava loro indossavano le braghe corte o non erano nati. Undicimila vergini. È impossibile che la politica e il sindacato non abbiano visto in questi anni la crescita abnorme delle cooperative delle costruzioni. Innanzi tutto perché entrambe – uso un termine svelto e volgare – “rosse”, dunque nello stesso alveo. Perché qui la sinistra così presente, innervata e molecolare non può non aver visto la trasformazione del mutualismo in capitalismo, la crescita ipertrofica delle cooperative. Colpa di qualche presidentissimo? Responsabilità di questo o quel consiglio d’amministrazione sfrenato? Esito della crisi economica mondiale (è sempre colpa della crisi)?

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.15148097:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2017/04/05/news/unieco-dopo-il-crollo-la-politica-tentenna-1.15148097]]

La politica che di suo dovrebbe prevedere gli avvenimenti e gestirli dunque afferma di starsene fuori, proclama di non essere più in coabitazione con il cooperativismo. Questo succede in una provincia dove non si muove foglia che Legacoop non voglia.

Offro una “nota tecnica” che non è antipolitica, ma invoca l’azione politica. La Gazzetta ha posto la domanda circa il silenzio sul crac Unieco perché il silenzio è una notizia, grave. Nessuno è intervenuto spontaneamente o con prassi consolidata (solidarietà, volantino, bandiera, tavolo di concertazione, amen). Di conseguenza li abbiamo cercati con la domanda secca. Che è quella che vien su dal basso, dai cittadini: indò siv? Dove siete?

Stefano Scansani
s.scansani@gazzettadireggio.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google