Due uffici svaligiati in una notte
di Ambra Prati
Sant’Ilario, raid dei ladri in via Rossellini. «Li ho sorpresi dentro, il campanello è “segnato” con la biro»
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SANT’ILARIO D’ENZA. È andato al lavoro alle 5 del mattino e ha sorpreso i ladri che si erano chiusi all’interno del suo ufficio. È accaduto la scorsa notte in via Roberto Rossellini 5, lo stabile della Casa della Salute di fianco alla Coop in cui vi sono diversi negozi al pianterreno e uffici in quelli sopra. Protagonista Nico Moriconi, contitolare della Clicom Soluzioni Infornatiche, che lavora al primo piano.
Spiega il socio Massimo Anceschi: «Con la chiave Nico non riusciva ad aprire la porta: si è solo accostata, era chiusa dall’interno con il chiavistello. Probabilmente i ladri erano ancora dentro. Lui ha pensato di andare a casa a prendere una brugola per smontare il catenaccio. Tornato dopo pochi minuti, la porta si è aperta. Dentro non c’era nessuno ma la finestra sul terrazzo era aperta. L’avevano forzata i ladri: le tapparelle erano abbassate e i cassetti erano stati frugati. Cercavano contanti».
I ladri non hanno preso nulla, «giusto un set di cacciaviti in un cassetto. C’erano computer portatili, tablet e telefonini di valore, rimasti intatti». In un secondo tempo, Moriconi si è reso conto di un particolare inquietante: qualcuno aveva “segnato” il campanello della Clicom all’esterno, cerchiandolo con una biro di colore blu.
Sul posto sono arrivati i carabinieri, ai quali è stata presentata la denuncia. Ma, durante un giro nello stabile, i militari hanno constatato che era aperta la finestra di Itinere Servizi Culturali, un ufficio nell’altra parte dello stesso terrazzo.
«Quando sono arrivata io – racconta la titolare di Itinere Anna Ferretti, in via Rossellini dallo scorso febbraio –, i carabinieri avevano già fatto il sopralluogo. Anche da noi i ladri sono entrati dalla finestra sul terrazzo, forzata ma non spaccata. Da un primo controllo mancano solo 20 euro per il resto custoditi in una cassettina e il televisore, che era appoggiato su un mobile. Su questo piano ci siamo solo noi, la Clicom e l’Ausl. Non capisco perché abbiamo rubato un televisore pesante, dovevano essere almeno in due per portarlo giù dalle scale, e lasciato tablet ben più preziosi. L’unica spiegazione è che siano stati interrotti».
Entrambi i titolari dichiarano che ora, visto l’accaduto, installeranno il sistema d’allarme.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Spiega il socio Massimo Anceschi: «Con la chiave Nico non riusciva ad aprire la porta: si è solo accostata, era chiusa dall’interno con il chiavistello. Probabilmente i ladri erano ancora dentro. Lui ha pensato di andare a casa a prendere una brugola per smontare il catenaccio. Tornato dopo pochi minuti, la porta si è aperta. Dentro non c’era nessuno ma la finestra sul terrazzo era aperta. L’avevano forzata i ladri: le tapparelle erano abbassate e i cassetti erano stati frugati. Cercavano contanti».
I ladri non hanno preso nulla, «giusto un set di cacciaviti in un cassetto. C’erano computer portatili, tablet e telefonini di valore, rimasti intatti». In un secondo tempo, Moriconi si è reso conto di un particolare inquietante: qualcuno aveva “segnato” il campanello della Clicom all’esterno, cerchiandolo con una biro di colore blu.
Sul posto sono arrivati i carabinieri, ai quali è stata presentata la denuncia. Ma, durante un giro nello stabile, i militari hanno constatato che era aperta la finestra di Itinere Servizi Culturali, un ufficio nell’altra parte dello stesso terrazzo.
«Quando sono arrivata io – racconta la titolare di Itinere Anna Ferretti, in via Rossellini dallo scorso febbraio –, i carabinieri avevano già fatto il sopralluogo. Anche da noi i ladri sono entrati dalla finestra sul terrazzo, forzata ma non spaccata. Da un primo controllo mancano solo 20 euro per il resto custoditi in una cassettina e il televisore, che era appoggiato su un mobile. Su questo piano ci siamo solo noi, la Clicom e l’Ausl. Non capisco perché abbiamo rubato un televisore pesante, dovevano essere almeno in due per portarlo giù dalle scale, e lasciato tablet ben più preziosi. L’unica spiegazione è che siano stati interrotti».
Entrambi i titolari dichiarano che ora, visto l’accaduto, installeranno il sistema d’allarme.
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