Gardenia, arriva il primo emporio solidale
Presentato il progetto di contrasto alle povertà che troverà spazio nella stazione di Santo Stefano
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REGGIO EMILIA. Un emporio per le famiglie in difficoltà, un luogo dove trovare aiuto concreto e dove creare nuove relazioni e nuova solidarietà. Sabato inaugura l’emporio solidale Dora, il primo in città e il secondo in provincia, dopo quello di Guastalla. Avrà casa in viale Trento Trieste 11 al quartiere Gardenia, negli spazi della stazione ferroviaria di Santo Stefano, dove un tempo si trovava la sede di Act.
Il taglio del nastro è in programma alle 10.30 di sabato, con una mattinata di festa alla presenza dei volontari, delle autorità e degli abitanti della Gardenia. Presentato ieri dai promotori – Comune, centro di servizio per il volontariato DarVoce, Fondazione Manodori e Fer – è il risultato di anni di progettazione e di lavoro fra enti, associazioni e singoli cittadini: in questi mesi tantissime persone hanno deciso di unirsi al cammino, e oggi Dora può contare su circa sessanta volontari. Oltre che tantissimi sostenitori: l'emporio è stato appoggiato da decine di aziende e associazioni, e tutto il materiale – dagli arredi ai prodotti che verranno dati alle famiglie – è stato donato da varie realtà regionali.
Come funzionerà concretamente? Vi potranno accedere per fare una spesa a costo zero 50 nuclei individuati dai servizi sociali comunali fra soggetti che stanno scivolando verso il rischio povertà, solitamente per la perdita del lavoro, ma che con il dovuto sostegno potrebbero frenare la caduta. Si va da famiglie con figli a singoli cittadini, che potranno accedere all'emporio per un anno.
Queste persone avranno una tessera per la spesa mensile, con punti a scalare, e dovranno valutare come usare il bonus a loro carico facendo “acquisti” oculati. In questa fase saranno affiancate dai consulenti dei servizi sociali. Sugli scaffali di Dora si trovano cibi a lunga conservazione, prodotti per la casa e l’igiene e giochi per i bambini. Dopo l’inaugurazione si penserà anche a corsi di formazione e sostegno per le famiglie seguite, cercando di coinvolgere l’intero quartiere Gardenia in un «supermercato di relazioni», come hanno ricordato ieri il vicesindaco Matteo Sassi, Federica Severini e Umberto Bedogni di DarVoce e Riccardo Faietti della fondazione Manodori. I primi sostegni sono già arrivati, grazie al coinvolgimento delle scuole. L’obiettivo è allargare sempre più il discorso.
Chiunque vorrà potrà partecipare a future donazioni. Una curiosità riguarda il nome Dora, un nome ispirato dalla parola greca “doron”, “dono”, e dalla reggianissima “rezdora”, la donna che governava la casa e accudiva i piccoli della famiglia. La storia completa “della Dora” si trova sul sito www.emporiodora.it assieme a tutti i contatti e alle modalità di sostegno. (adr.ar.)
Il taglio del nastro è in programma alle 10.30 di sabato, con una mattinata di festa alla presenza dei volontari, delle autorità e degli abitanti della Gardenia. Presentato ieri dai promotori – Comune, centro di servizio per il volontariato DarVoce, Fondazione Manodori e Fer – è il risultato di anni di progettazione e di lavoro fra enti, associazioni e singoli cittadini: in questi mesi tantissime persone hanno deciso di unirsi al cammino, e oggi Dora può contare su circa sessanta volontari. Oltre che tantissimi sostenitori: l'emporio è stato appoggiato da decine di aziende e associazioni, e tutto il materiale – dagli arredi ai prodotti che verranno dati alle famiglie – è stato donato da varie realtà regionali.
Come funzionerà concretamente? Vi potranno accedere per fare una spesa a costo zero 50 nuclei individuati dai servizi sociali comunali fra soggetti che stanno scivolando verso il rischio povertà, solitamente per la perdita del lavoro, ma che con il dovuto sostegno potrebbero frenare la caduta. Si va da famiglie con figli a singoli cittadini, che potranno accedere all'emporio per un anno.
Queste persone avranno una tessera per la spesa mensile, con punti a scalare, e dovranno valutare come usare il bonus a loro carico facendo “acquisti” oculati. In questa fase saranno affiancate dai consulenti dei servizi sociali. Sugli scaffali di Dora si trovano cibi a lunga conservazione, prodotti per la casa e l’igiene e giochi per i bambini. Dopo l’inaugurazione si penserà anche a corsi di formazione e sostegno per le famiglie seguite, cercando di coinvolgere l’intero quartiere Gardenia in un «supermercato di relazioni», come hanno ricordato ieri il vicesindaco Matteo Sassi, Federica Severini e Umberto Bedogni di DarVoce e Riccardo Faietti della fondazione Manodori. I primi sostegni sono già arrivati, grazie al coinvolgimento delle scuole. L’obiettivo è allargare sempre più il discorso.
Chiunque vorrà potrà partecipare a future donazioni. Una curiosità riguarda il nome Dora, un nome ispirato dalla parola greca “doron”, “dono”, e dalla reggianissima “rezdora”, la donna che governava la casa e accudiva i piccoli della famiglia. La storia completa “della Dora” si trova sul sito www.emporiodora.it assieme a tutti i contatti e alle modalità di sostegno. (adr.ar.)
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