La “donna anti Trump” ospite alla Cgil di Reggio Emilia
Breanne Butler, promotrice della marcia contro il presidente Usa, ha parlato di politica e diritti civili
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REGGIO EMILIA. Una delle promotrici di quella che il 21 gennaio scorso è diventata la grande marcia anti Trump nel giorno del suo insediamento, è stata ospite della Camera del lavoro di Reggio Emilia per un confronto su quell’esperienza ma anche sul futuro del movimento. Breanne Butler è la 27enne americana coordinatrice globale del movimento americano “Women’s March on Washington”. Cuoca di professione, Breanne è arrivata per la prima volta in Italia per partecipare a una serie di incontri e sabato sarà ospite dell’assemblea nazionale della Fiom.
Assieme all’altra co-fondatrice Therese, in pochissimi giorni dopo il 1 novembre Breanne ha realizzato le pagine Facebook per ogni singolo stato degli Usa. Pagine da cui è nato sui social un movimento che oggi è diventato il punto di riferimento per otto milioni di persone e che ha consentito il 21 gennaio scorso lo svolgimento in contemporanea di 670 marce anti Trump in tutto il mondo. La Butler nel corso dell’incontro alla Cgil reggiana oltre ad aver raccontato come sia nato e cresciuto in meno di tre mesi il vasto movimento anti Trump, ha parlato del futuro di quello che nel frattempo sta diventando un movimento globale grazie anche all’uso dei social.
«Siamo partiti a novembre e a dicembre – ha raccontato – avevamo raccolto l’adesione di 20 città e a gennaio erano già diventate 200 sparse nel mondo. Per quanto riguarda il futuro questa marcia anti Trump evolverà in un movimento che tratterà questioni e temi che non riguarderanno solo gli Usa». Diritti civili e diritti sociali, con un attenzione particolare alla parità di genere saranno i prossimi obiettivi, con Breanne che ieri ha elencato alcune questioni che riguardano uomini e donne.
«A partire dal traffico e dal turismo sessuale, alla violenza di genere, ai cambiamenti climatici, al sessismo nel mondo del lavoro negli Usa e nel mondo». Il prossimo obiettivo è quello di tornare in piazza per la grande manifestazione del primo maggio nella quale ci sarà, sul tema dei diritti, una sorta di saldatura con i sindacati americani. Di certo, ha chiarito Breanne Butler «il movimento nato dalla marcia del 21 gennaio non è intenzionato a diventare una costola dei democratici». (r.f.)
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