Per Alfano la casa «è un episodio chiave»
La vicenda dell’assegnazione dell’alloggio a Giuseppe Pucci è stata al centro della relazione su Brescello inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aprile 2016 dall’allora...
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La vicenda dell’assegnazione dell’alloggio a Giuseppe Pucci è stata al centro della relazione su Brescello inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aprile 2016 dall’allora ministro degli interni Angelino Alfano. «Si rileva – si legge, tra le 57 pagine – la vicenda dell’assegnazione di un alloggio demaniale ad un parente del locale vertice della ’ndrina, peraltro in passato tratto in arresto per il delitto di estorsione. L’immobile, che nel 2008 era stato acquisito in concessione dalla regione Emilia-Romagna, dopo alcuni interventi di ristrutturazione disposti dal Comune, è stato assegnato in sub-concessione, fino al 2013, al predetto congiunto dell’esponente mafioso, che già occupava abusivamente lo stabile. Da quella data ad oggi, anche se il contratto è scaduto, il sub-concessionario continua ad occupare la struttura comunale, senza aver mai versato alcun canone all'amministrazione».
«Il mancato pagamento dei canoni di locazione – si legge ancora nel documento - troverebbe giustificazione nel fatto che il comune ha riconosciuto al sub-concessionario un credito dallo stesso maturato per ulteriori opere di sistemazione dei locali (peraltro mai autorizzate dall’ente, né collaudate) il cui ammontare non risulta comprovato da alcuna fattura o ricevuta. Grave è anche la circostanza che l’attribuzione dell’alloggio è avvenuta in deroga alle graduatorie comunali, in base ad una scelta discrezionale dell’amministrazione, adottata in assenza di alcun criterio oggettivo».
«Il mancato pagamento dei canoni di locazione – si legge ancora nel documento - troverebbe giustificazione nel fatto che il comune ha riconosciuto al sub-concessionario un credito dallo stesso maturato per ulteriori opere di sistemazione dei locali (peraltro mai autorizzate dall’ente, né collaudate) il cui ammontare non risulta comprovato da alcuna fattura o ricevuta. Grave è anche la circostanza che l’attribuzione dell’alloggio è avvenuta in deroga alle graduatorie comunali, in base ad una scelta discrezionale dell’amministrazione, adottata in assenza di alcun criterio oggettivo».
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