«Poca pioggia e neve anticipata la stagione dell’irrigazione»
di Jacopo Della Porta
La Bonifica dell’Emilia corre ai ripari e riempie i canali L’Aipo: «Speriamo nelle precipitazioni ad aprile e maggio»
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BORETTO. «Siamo in una situazione di magra del fiume Po pronunciata. Sarà decisivo quello che accadrà ad aprile e maggio». Ivano Galvani, dirigente di Aipo, commenta così il rischio siccità che preoccupa gli agricoltori della pianura padana. «A marzo ha piovuto poco, ma se ci saranno piogge, come è lecito attendersi la situazione dovrebbe regolarizzarsi. È vero che è nevicato poco, ma i bacini montani, i laghi alpini, non sono vuoti e dunque abbiamo un po’ di riserva».
Nei giorni scorsi la Bonifica dell’Emilia Centrale ha effettuato un’operazione di dragaggio del Po a Boretto per liberare gli impianti idrovori da una vera e propria penisola di 200 metri che impediva il pieno sollevamento delle acque per la distribuzione irrigua.
L’impianto di Boretto è fondamentale per la Bonifica. A Boretto vengono infatti prelevati 214 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, in parte utilizzati dal Consorzio Terre dei Gonzaga in destra Po. Con tali risorse idriche viene irrigata un’area estesa circa 90.000 ettari nelle province di Reggio Emilia, di Modena e, in parte, di Mantova.
«La situazione è al momento ampiamente sotto controllo – spiegano dalla Bonifica – perché le richieste sono ancora poche e la risorsa idrica è ampiamente sufficiente. Preoccupa la prospettiva di un prolungamento sine die di questo stato di siccità dato che in montagna, tanto sul versante appenninico quanto su quello alpino, i quantitativi di neve sono molto inferiori alla media e dato che la stagione irrigua è iniziata con una ventina di giorni di anticipo».
Per far fronte alle crescenti esigenze degli agricoltori serviti dal Consorzio è stata completamente invasata la rete irrigua consortile, che ha un volume superiore a 15 milioni di metri cubi d’acqua, e si estende per oltre 2.500 chilometri di canali. Per mantenere l’invaso e servire i circa 250 appezzamenti che in questi giorni hanno chiesto di essere irrigati (aventi una superficie complessiva di circa 1.400 ettari) il Consorzio ha attivato tutte le derivazioni irrigue gestite.
Attualmente sono derivati circa 12,5 metri cubi al secondo dal Po a Boretto, circa 5 metri cubi al secondo dal Secchia a Castellarano (in parte destinati al comprensorio del Consorzio di Burana nel modenese) e circa uno dall’Enza. È infine stato attivata l’immissione di acqua depurata dal depuratore di Mancasale a Reggio Emilia per circa 0,35 metri cubi al secondo. Nelle scorse settimane il Consorzio ha servito circa 170 appezzamenti per una superficie di circa 800 ettari.
Tra le colture maggiormente irrigate le semine di barbabietole da zucchero e del mais e i medicali di primo impianto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Nei giorni scorsi la Bonifica dell’Emilia Centrale ha effettuato un’operazione di dragaggio del Po a Boretto per liberare gli impianti idrovori da una vera e propria penisola di 200 metri che impediva il pieno sollevamento delle acque per la distribuzione irrigua.
L’impianto di Boretto è fondamentale per la Bonifica. A Boretto vengono infatti prelevati 214 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, in parte utilizzati dal Consorzio Terre dei Gonzaga in destra Po. Con tali risorse idriche viene irrigata un’area estesa circa 90.000 ettari nelle province di Reggio Emilia, di Modena e, in parte, di Mantova.
«La situazione è al momento ampiamente sotto controllo – spiegano dalla Bonifica – perché le richieste sono ancora poche e la risorsa idrica è ampiamente sufficiente. Preoccupa la prospettiva di un prolungamento sine die di questo stato di siccità dato che in montagna, tanto sul versante appenninico quanto su quello alpino, i quantitativi di neve sono molto inferiori alla media e dato che la stagione irrigua è iniziata con una ventina di giorni di anticipo».
Per far fronte alle crescenti esigenze degli agricoltori serviti dal Consorzio è stata completamente invasata la rete irrigua consortile, che ha un volume superiore a 15 milioni di metri cubi d’acqua, e si estende per oltre 2.500 chilometri di canali. Per mantenere l’invaso e servire i circa 250 appezzamenti che in questi giorni hanno chiesto di essere irrigati (aventi una superficie complessiva di circa 1.400 ettari) il Consorzio ha attivato tutte le derivazioni irrigue gestite.
Attualmente sono derivati circa 12,5 metri cubi al secondo dal Po a Boretto, circa 5 metri cubi al secondo dal Secchia a Castellarano (in parte destinati al comprensorio del Consorzio di Burana nel modenese) e circa uno dall’Enza. È infine stato attivata l’immissione di acqua depurata dal depuratore di Mancasale a Reggio Emilia per circa 0,35 metri cubi al secondo. Nelle scorse settimane il Consorzio ha servito circa 170 appezzamenti per una superficie di circa 800 ettari.
Tra le colture maggiormente irrigate le semine di barbabietole da zucchero e del mais e i medicali di primo impianto.
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