Ape Spa, nominato il curatore fallimentare
Montecchio, i 63 dipendenti in attesa di incontrare Alberto Peroni. Il 28 giugno l’esame del passivo
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MONTECCHIO EMILIA. La Ape Spa di Montecchio Emilia, l’azienda leader nel comparto manufatti in cemento per strutture prefabbricate controllata da Unieco, è stata dichiarata fallita. L’impresa è comparsa sul portale dei fallimenti del Tribunale di Reggio, che ha nominato il curatore: il commissario è Alberto Peroni, commercialista reggiano con studio in via Fratelli Cervi.
Un passaggio formale, seguito alla richiesta avanzata dalla dirigenza di via da Vinci, che lo scorso 24 marzo aveva portato i libri contabili in tribunale, chiedendo il fallimento in proprio e spiazzando i 63 dipendenti, in cassa integrazione straordinaria a zero ore fino ad ottobre, che avevano aperto un tavolo istituzionale con Comune di Montecchio e Provincia proprio per scongiurare questa ipotesi.
Come da prassi, è stato ordinato alla società, qualora non vi abbia già provveduto, di depositare i bilanci e le scritture contabili, l’elenco nominativo dei creditori e l’elenco nominativo di coloro che vantano diritti reali e personali su cose in possesso dell’impresa.
È stato inoltre stabilito il giorno per l’esame del passivo davanti al giudice Virgilio Notari: il 28 giugno prossimo. I dipendenti, creditori privilegiati, hanno un mese di tempo per insinuarsi nella domanda di ammissione al passivo.
«Siamo in attesa di incontrare il curatore fallimentare Alberto Peroni, che ora deve analizzare la situazione dell’impresa di fatto deserta – afferma Mauro Livi, segretario della Fillea-Cgil –. Abbiamo già avanzato la richiesta ufficiale di incontro al dottor Peroni. Spetterà al liquidatore valutare la posizione dei dipendenti e soprattutto le manifestazioni d’interesse, che sono emerse in sede di tavolo, da parte di imprenditori locali per rilevare l’attività in tutto o in parte».(am.p.)
Un passaggio formale, seguito alla richiesta avanzata dalla dirigenza di via da Vinci, che lo scorso 24 marzo aveva portato i libri contabili in tribunale, chiedendo il fallimento in proprio e spiazzando i 63 dipendenti, in cassa integrazione straordinaria a zero ore fino ad ottobre, che avevano aperto un tavolo istituzionale con Comune di Montecchio e Provincia proprio per scongiurare questa ipotesi.
Come da prassi, è stato ordinato alla società, qualora non vi abbia già provveduto, di depositare i bilanci e le scritture contabili, l’elenco nominativo dei creditori e l’elenco nominativo di coloro che vantano diritti reali e personali su cose in possesso dell’impresa.
È stato inoltre stabilito il giorno per l’esame del passivo davanti al giudice Virgilio Notari: il 28 giugno prossimo. I dipendenti, creditori privilegiati, hanno un mese di tempo per insinuarsi nella domanda di ammissione al passivo.
«Siamo in attesa di incontrare il curatore fallimentare Alberto Peroni, che ora deve analizzare la situazione dell’impresa di fatto deserta – afferma Mauro Livi, segretario della Fillea-Cgil –. Abbiamo già avanzato la richiesta ufficiale di incontro al dottor Peroni. Spetterà al liquidatore valutare la posizione dei dipendenti e soprattutto le manifestazioni d’interesse, che sono emerse in sede di tavolo, da parte di imprenditori locali per rilevare l’attività in tutto o in parte».(am.p.)
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