Concerto al Lime, una saga senza fine
Nuovo no della coop La Bussola per il live dei Baustelle di domani sera, ma da Medial’s continuano a confermare l’evento
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REGGIO EMILIA . «Intendiamo evitare ulteriori danni a un ente, Reggio Emilia Fiere che, com’è noto, è in concordato preventivo», essendo inoltre «obbligati a tutelare e a non depauperare gli interessi dei creditori per conto del tribunale di Reggio Emilia». Ormai è una vera saga. E la parola fine potrebbe non essere scritta nemmeno domani sera, quando finalmente si saprà se l’atteso concerto dei Baustelle al Lime Theater potrà o meno svolgersi. Da Medial’s continuano a sostenere che il concerto si farà, anche perché il teatro è concepito con un sistema di montaggio e smontaggio tale da non impegnare più di mezza giornata di lavoro, sostenendo di avere tutte le carte in regola per andare avanti. E sarebbero oltre duemila i biglietti venduti.
Le chiavi di casa, tuttavia, sono nelle mani della Bussola, poco disposta ad aprire le porte, che ieri è tornata a dire la propria, replicando a Roberto Meglioli, ideatore del teatro e presidente Medial’s, che solo il giorno prima in un precedente tira e molla aveva fatto sapere che gli «accordi negoziati e discussi sono e saranno vigenti», invitando la cooperativa a rendere pubblico quella che veniva definita una «proposta unilaterale di contratto per gli eventi di aprile». Sarebbe proprio questo misterioso contratto il vero nodo del contendere tra le parti.
La Bussola ritiene «imprescindibile», oltre alla firma di un contratto ex novo, anche «l’adempimento contestuale dalle garanzie patrimoniali richieste e alla messa in campo di tutte le attività correlate circa la sicurezza sui luoghi di lavoro». E quindi torna alla carica nei confronti di Medial’s, puntualizzando che la proposta inoltrata a Meglioli nel corso di alcuni incontri nei giorni scorsi, è di «un contratto standard, analogo a quello che viene stipulato con qualsiasi altro cliente delle Fiere per lo svolgimento di eventi fieristici», e non contiene «clausole vessatorie» ma «le medesime garanzie economiche, patrimoniali e di sicurezza sul lavoro» richieste a tutti.
Tutele che, secondo La Bussola, non solo rientrano «in un rapporto standard fra privati all’interno del quale vengono chieste garanzie», ma «a maggior ragione alla luce di comportamenti pregressi da parte del signor Meglioli». La cooperativa, infatti, sostiene di aver incaricato un legale per recuperare crediti ad oggi non ancora saldati, che si aggiungono alle spese sostenute – per circa 15mila euro – per lo smontaggio del teatro in occasione degli ultimi eventi svolti alle fiere. Costi che secondo la Bussola sarebbero dovuti essere a carico dI Medial’s. Azioni legali per il recupero crediti sarebbero state avviate anche dalla precedente gestione delle Fiere, fa sapere la cooperativa. Infine viene fatto notare che il perito del tribunale, durante il sopralluogo di martedì, ha evidenziato danni alle strutture che necessitano di un ripristino immediato causati nel corso dell’allestimento del Lime Theater, che generano ulteriori aggravi economici. Tutto ciò premesso, la Bussola conclude: «Se realmente ancora il signor Meglioli intende realizzare lo spettacolo che continua ad essere annunciato sui media per il giorno sabato 8 aprile, è imprescindibile la sottoscrizione del contratto standard in suo possesso da tempo, a tutela di tutti e non di un solo soggetto».
Le chiavi di casa, tuttavia, sono nelle mani della Bussola, poco disposta ad aprire le porte, che ieri è tornata a dire la propria, replicando a Roberto Meglioli, ideatore del teatro e presidente Medial’s, che solo il giorno prima in un precedente tira e molla aveva fatto sapere che gli «accordi negoziati e discussi sono e saranno vigenti», invitando la cooperativa a rendere pubblico quella che veniva definita una «proposta unilaterale di contratto per gli eventi di aprile». Sarebbe proprio questo misterioso contratto il vero nodo del contendere tra le parti.
La Bussola ritiene «imprescindibile», oltre alla firma di un contratto ex novo, anche «l’adempimento contestuale dalle garanzie patrimoniali richieste e alla messa in campo di tutte le attività correlate circa la sicurezza sui luoghi di lavoro». E quindi torna alla carica nei confronti di Medial’s, puntualizzando che la proposta inoltrata a Meglioli nel corso di alcuni incontri nei giorni scorsi, è di «un contratto standard, analogo a quello che viene stipulato con qualsiasi altro cliente delle Fiere per lo svolgimento di eventi fieristici», e non contiene «clausole vessatorie» ma «le medesime garanzie economiche, patrimoniali e di sicurezza sul lavoro» richieste a tutti.
Tutele che, secondo La Bussola, non solo rientrano «in un rapporto standard fra privati all’interno del quale vengono chieste garanzie», ma «a maggior ragione alla luce di comportamenti pregressi da parte del signor Meglioli». La cooperativa, infatti, sostiene di aver incaricato un legale per recuperare crediti ad oggi non ancora saldati, che si aggiungono alle spese sostenute – per circa 15mila euro – per lo smontaggio del teatro in occasione degli ultimi eventi svolti alle fiere. Costi che secondo la Bussola sarebbero dovuti essere a carico dI Medial’s. Azioni legali per il recupero crediti sarebbero state avviate anche dalla precedente gestione delle Fiere, fa sapere la cooperativa. Infine viene fatto notare che il perito del tribunale, durante il sopralluogo di martedì, ha evidenziato danni alle strutture che necessitano di un ripristino immediato causati nel corso dell’allestimento del Lime Theater, che generano ulteriori aggravi economici. Tutto ciò premesso, la Bussola conclude: «Se realmente ancora il signor Meglioli intende realizzare lo spettacolo che continua ad essere annunciato sui media per il giorno sabato 8 aprile, è imprescindibile la sottoscrizione del contratto standard in suo possesso da tempo, a tutela di tutti e non di un solo soggetto».
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